Pontida, il sindaco Carozzi ci riprova: via la tassa rifiuti, ma non ai gay

Nuova idea della giunta leghista dopo i parcheggi rosa per le donne eterosessuali e dell’Unione Europea.

Nuova crociata del sindaco leghista di Pontida contro la comunità LGBT.

Dopo il caso dei parcheggi rosa riservati alle donne eterosessuali e appartenenti all’Unione Europea, Luigi Carozzi – sindaco della cittadina della bergamasca che ospita annualmente il raduno del Carroccio – ha scelto di abolire la tassa sui rifiuti per tutti coloro che si sposano, eccezion fatta per le coppie gay.

Tra gli esentati i residenti di Pontida che contraggono un matrimonio civile, concordatario o un altro matrimonio religioso anche da confessioni diverse rispetto a quella cattolica, purché riconosciute dallo Stato italiano secondo il concordato del 1929 firmato da Benito Mussolini e dall’allora Segretario di Stato Vaticano, cardinal Pietro Gasparri.

La decisione è destinata a sollevare nuove polemiche. Tra i primi a criticare la scelta della giunta figura il consigliere regionale grillino Dario Violi: “Quei geni della giunta leghista ci riprovano a violare i principi di uguaglianza sanciti dalla Costituzione. L’ignoranza di certi personaggi non ha limiti e anche questa volta sono pronto a intraprendere ogni azione perché venga ripristinata la legalità”.

Anche il segretario comunale di Bergamo, Daniele Perotti, rileva una palese violazione dell’articolo 3 della Costituzione, che – ricordiamolo – recita così: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

1 commento su “Pontida, il sindaco Carozzi ci riprova: via la tassa rifiuti, ma non ai gay

  1. Siccome le loro giunte regionali leghiste come si è visto visitate ogni settimana da noti mafiosi della ‘ndrangheta mentre i consiglieri sempre della lega hanno rubato 48 milioni in falsi rimborsi elettorali e Maroni ha diversi prpcessi stanno cercando di recuperare consenso in qualche modo. Ma per noi gay essere discriminati da questi è solo un onore. Ricondate: un onore!

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