Portogallo: protesta per transessuale massacrata

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Shock per il caso di una transessuale brasiliana uccisa barbaramente da alcuni minorenni a Oporto, un delitto che potrebbe restare impunito nonostante i responsabili siano noti.

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ROMA – Le azioni di violenza rivolte contro le persone non eterosessuali sembrano non essere un problema limitato solo all’Europa dell’est. Lo scorso febbraio a Oporto, in Portogallo, una banda di almeno dodici minorenni di età compresa tra i 12 e 16 anni ha assalito Gisberta Salce Junior, una transessuale di origine brasiliana che viveva in strada, malata e che per guadagnare qualcosa si prostituiva. Il gruppo di minori ha ammesso di averla torturata e violentata analmente con un bastone per tre giorni, per poi gettarla morente in un pozzo in un cantiere abbandonato. L’associazione TGEU Network, rete europea transgender, ha denunciato il caso riferendo che tutta la vicenda sarebbe stata riportata in modo ingannevole dai media portoghesi, che avrebbero evitato di pubblicare le foto e dato risalto invece alle insinuazioni della gerarchia ecclesiastica, che adesso ospita questi ragazzi in un loro istituto, e secondo la quale sarebbe stata lei stessa ad avere “violentato” i giovani. Il caso è stato gestito dalle autorità che investigano come se si fosse trattato di una semplice aggressione e le associazioni LGBT portoghesi hanno protestato sottolineando il fatto che anche il più grande dei componenti del branco che ha assalito la trans difficilmente si troverà a dover fronteggiare un processo per omicidio. L’impressione pare essere quella di un Portogallo pronto a lasciarsi alle spalle senza troppi problemi il vergognoso episodio, senza che nessuno paghi le conseguenze di quanto commesso, una possibilità che parrebbe conformare l’estremo grado di disagio ed emarginazione sociale che le persone transgender devono fronteggiare nel paese.
Per questo motivo il Network Transgender Europeo ha lanciato un appello per aderire ad una protesta internazionale il giorno 8 giugno davanti alle ambasciate ed ai consolati portoghesi per esprimere il supporto per gli sforzi degli attivisti portoghesi e spingere il governo portoghese a riconoscere un crimine molto serio, assumendosi le proprie responsabilità. L’associazione chiede anche una riforma cosiddetto “sistema di protezione per i minori” (che affida la metà dei minori sotto protezione alle istituzioni della Chiesa), una migliore politica sociale di assistenza per i gruppi emarginati, l’inserimento esplicito dell’identità di genere nelle legislazioni anti discriminatorie, iniziative educative sulla situazione delle persone transgender e contro gli atteggiamenti transfobici e omofobici, il pieno riconoscimento del genere incluso il diritto della libera scelta del nome e una legge di riconoscimento di genere simile alla legge britannica “Gender Recogntion Act” del 2004. Partendo dalla vicenda di quanto capitato a Gisberta Salce Junior quindi il movimento transgender portoghese cerca di fare qualcosa perché le cose cambino per il meglio.
Le associazioni italiane che aderisco al TGEU Network sono Crisalide AzioneTrans nazionale, il MIT nazionale Movimento Identità Transessuale, la C.G.I.L. Nazionale, il Gruppo Luna Transessuali settore transgender del circolo GLBT Maurice di Torino, Transeuropean e Arcitrans. L’Associazione Libellula Arcitrans alle ore 10 dell’8 giugno sarà presente a Roma in viale Liegi n.21 presso l’Ambasciata Portoghese. Tutti coloro che possono essere interessati a dare il loro supporto alla manifestazione per maggiori informazioni e adesioni possono scrivere alla email info@libellula2001.it oppure visitare il sito internet www.libellula2001.it
(RT)

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