Possibile LGBTI+: il partito di Civati crea un presidio rainbow

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L'obiettivo sarà quello di portare avanti le battaglie della comunità: da una legge contro l'omofobia al matrimonio egualitario.

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Rivoluzione nella sinistra italiana: il partito si orienta verso la comunità LGBT+.

Pippo Civati ha voluto espandere i propri orizzonti, dirigendosi verso quella parte di popolazione italiana che conta il 6,2% dei votanti. Ma non è solo una questione di voti. L’obiettivo del partito Possibile è quello di creare un presidio che porti avanti le battaglie della comunità, ma anche sostenere le persone in difficoltà per il loro orientamento sessuale e raccogliere segnalazioni. Possibile LGBTI+ mira ad accogliere tutti, senza distinzione tra cittadini di serie A e di serie B.

Un passo dovuto, visto il clima di odio omofobo che si sta verificando in tutta la penisola italiana, con aggressioni e insulti, oltre agli ostacoli che riscontrano le famiglie omogenitoriali per ottenere la trascrizione dei propri figli all’anagrafe in alcuni comuni.

Possibile LGBTQI+: uno spazio aperto per una discussione condivisa

Uno spazio aperto, intersezionale, transfemminista, queer per una discussione ed elaborazione condivisa e collettiva da costruire tutte e tutti insieme“. Queste le parole del portavoce Gianmarco Capogna, che ha anche preannunciato i lavori già programmati. Prima di tutto una legge per contrastare l’omofobia, doverosa e importante visto quanto accaduto. In calendario anche l’elaborazione di una proposta per la legge sul matrimonio egualitario, una riforma del diritto della famiglia e la legalizzazione della pratica della fecondazione assistita anche in Italia.

Una particolare attenzione anche alla discriminazione nello sport, una macchia nera da sempre per le persone omosessuali. Sarà avviato anche un servizio per aiutare le persone transessuali durante il processo di transizione, qualora queste incontrassero dei disagi o problemi in famiglia, nell’ambiente di lavoro o in generale nella società.

Un programma in vista delle elezioni europee

Siamo al lavoro a un manifesto dei diritti che metta insieme l’elaborazione di questi anni. Andremo a discuterne con le associazioni e il movimento tutto” ha continuato Capogna, nel corso di un’intervista a Gaynews. “Inoltre in vista delle europee abbiamo aperto un confronto con altre realtà politiche Lgbti di partiti europei, come Génération.s in Francia, perché crediamo che sia necessario lanciare campagne transnazionali per i diritti delle persone Lgbti“.

Inutile spiegare che portare avanti questo programma, con l’attuale governo, è altamente improbabile. Ma già il fatto di dimostrarsi aperti a leggi di inclusione e di libertà è un grande passo in avanti, che potrebbe attrarre quella fetta di popolazione più friendly.

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