Predicatore omofobo vince causa da 1 milione di dollari: gli era stato vietato di protestare a un Pride

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Non si può limitare il diritto alla libertà di parola, anche se chiaramente omofoba. Fa discutere la sentenza di un tribunale americano.

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Nel 2015 Jim Deferio, predicatore omofobo, venne bloccato dalla polizia all’ingresso del Festival Pride del CNY (Central New York), perché intenzionato a manifestare contro l’evento.

L’uomo fece causa a Syracuse, cittadina nello Stato di New York, che venne inizialmente condannata a pagargli 127.000 dollari. Un giudice stabilì che i suoi diritti erano stati violati. La polizia bloccò i manifestanti poco fuori dalla biglietteria, compreso Deferio, deciso ad ottenere un risarcimento rivendicando i propri diritti costituzionali legati alla libertà di espressione.

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Ebbene il giudice distrettuale Lawrence Kahn ha ora stabilito che le azioni della città hanno effettivamente violato i diritti di Deferio, sottolineando come il Primo Emendamento si applichi “a discorsi disgustosi e impopolari con la stessa forza con cui si applica ai discorsi celebrati e ampiamente accettati”. “Il diritto alla libertà di parola non può essere limitato semplicemente perché il messaggio del relatore può risultare offensivo ad un pubblico”, ha concluso Kahn nella sua sentenza.

Syracuse.com riferisce che la città ha accettato il pagamento di un milione di dollari in danni nominali nei confronti del predicatore omofobo, oltre ad altri 127,247 dollari per coprire le spese legali. La città non ha tutto questo denaro e sarà costretta a chiedere un prestito.

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