Presepe di Montecitorio: polemica sulle statuine gay

Inaugurazione con polemica per il presepe di Montecitorio. Monsignor Fisichella: “Niente statuine gay”. Rovasio: “Faccia meno lo spiritoso. Nel messaggio cristiano ci sono anche le coppie gay”.

Un presepe tradizionale, in stile popolare, arroccato su un grande monte con diversi scorci e prospettive tra pastori e pecorelle dirette verso la capanna. Un presepe realizzato con i materiali della tradizione ( sughero, arbusti, muschio ecc) ma con in più la pietra bianca pugliese perché a realizzarlo è stato, dopo 4 mesi di lavoro, l’avvocato Carlo Scarcella di Trani.

Ad inaugurare, nell’atrio di Montecitorio, la "postazione presepe" è stato oggi Gianfranco Fini, presente Monsignor Fisichella , Rocco Buttiglione e decine di altri deputati. Qualche "purista" ha notato che invece del tradizionale fazzolettino che copre il bambinello fino alle 24 del 24 dicembre questo era già collocato al centro della capanna. «Bello, bello, veramente bello» ha detto Fini ammirando i diversi "giochi" di prospettiva, gli alberi collocati nei vari anfratti ed anche la sorgente alimentata con acqua corrente. Ma a far nascere una polemica ci ha pensato Monsignor Fisichella: «Speriamo che nessuno ci collochi la sua bandierina», ricordando l’ "intrusione" del 2006 quando i deputati della rosa del pugno collocarono nel presepe di Montecitorio due Barby e due Ken a sostegno della battaglia per il riconoscimento delle coppie gay.

«Monsignor Fisichella dovrebbe fare meno lo spiritoso nel ricordare la vicenda delle coppie gay che furono messe dai deputati della Rosa nel Pugno nel presepio di Montecitorio nel 2006.», ha risposto Sergio Rovasio, segretario dell’associazione radicale Certi Diritti. «Il messaggio cristiano, a noi tutti ben conosciuto, meno che a lui molto probabilmente, considera anche le coppie gay facenti parte dell’umanità e non certo proveniente da altri mondi. I deputati della Rosa nel Pugno che misero le statuette gay con al collo le scritte "Pacs now" e "Si alle unioni civili" sono più che mai attuali. Difatti – ha concluso Rovasio – grazie ai diktat vaticani e dei monsignori ed eminenze varie che ci dicono pure se è meglio il panettone o il pandoro l’Italia nel 2009 è purtroppo ancora ultima in Europa sul piano del riconoscimento dei diritti civili».

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