Preside indagata a Roma: non denunciò l’omofobia contro uno studente

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Un ragazzo vittima omofobia aveva pensato al suicidio e un compagno era stato picchiato.

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È indagata l’ex preside dell’istituto Vittorio Gassman di Roma, per non avere denunciato il bullismo omofobo di cui era vittima uno degli studenti della sua scuola.

La pm Vittoria Bonfanti ha deciso di iscrivere la dirigente scolastica nel registro degli indagati e l’ha interrogata sui fatti avvenuti, secondo quanto riferisce il Messaggero. L’accusa è di omessa denuncia di quello di cui era stata informata. Fatti gravi, quelli avvenuti al Gassman ormai un anno fa , quando uno studente si è ritrovato al centro di vessazioni e offese a sfondo omofobico ad opera dei suoi compagni. Un gruppo creato appositamente su WhatsApp, battezzato “We hate V.” (Noi odiamo V.) in cui i ragazzi si scambiavano battute offensive come “te l’ho detto che è frocio” o “infatti un fallito”, non era l’unico strumenti di vessazioni che si perpetravano anche in classe, al punto che il ragazzo era caduto in un forte stato di depressione tale da pensare al suicidio.

A denunciare tutto ad insegnanti e preside era stato un compagno dello studente, stanco di vedere trattare l’amico il quel modo. Ma anche lui era finito nel mirino dei bulli, proprio per la denuncia fatta, ed era stato picchiato dai suoi compagni di scuola. Una situazione di cui almeno alcuni insegnanti e l’allora preside erano a conoscenza, ma sulla quale non hanno preso provvedimenti. Per quei fatti era già stata denunciata una docente , ma la pm Bonfanti ipotizza responsabilità anche della dirigente scolastica responsabile dell’istituto ai tempi in cui si sono verificate le vessazioni e il pestaggio.

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