Presidenza Arcigay, Fusco: non mi candido con questo clima

Era dato per certo come candidato alla presidenza di Arcigay. Invece, per adesso, ha deciso di rinunciare. «Clima velenoso dentro Arcigay». «Troppe persone guardano solo al loro interesse».

Da giorni si vociferava di una sua discesa in campo nella sfida per la presidenza di Arcigay con una mozione dal titolo "Inarrestabile cambiamento". Qualcosa, però, gli ha fatto cambiare idea. Ecco cosa ci ha raccontato Enrico Fusco. 

Fusco, si candida o no?

Io sono stato il candidato scelto dai sottoscrittori della mozione "Innarrestabile cambiamento", ma il clima di profonda inciviltà che si respira nella mailing list di Arcigay è lo stesso che si respira nell’associazione.

Quale clima?

Il clima che ha descritto anche Gay.it a suo tempo. Un clima fatto di veti, potentati locali pronti a difendere solo il proprio interesse personale. Io non ho voglia di mandare al macero il lavoro fatto in questi 15 giorni dedicati a scrivere la mozione. Lì c’è un’idea precisa di Arcigay.

E qual è?

Viene fuori una visione strategica che parte dai contenuti, dalle persone, fino ai circoli locali, tutto in modo trasparente. Arcigay ha bisogno di essere rifondata.

Quindi si candida?

No. A me sarebbe piaciuto concorrere ma per il momento metto da parte le mie ambizioni personali. Presenteremo la mozione ma senza candidature. Se ci saranno le condizioni, eventualmente, presenteremo delle candidature al Congresso o prima di quell’appuntamento, ma in questo momento ci interessa il metodo e le regole che sovraintendono al governo dell’associazione, non le persone. Se noi non cambiamo le regole, questi stessi meccanismi si possono ripresentare tra anni. Se non abbiamo uno straccio di diritto è anche perché non siamo stati capaci di creare una comunità. Finché la faccia ce la metteremo in 10 o 10 mila non sarà sufficiente. Come si può creare una vera lobby con così poche persone?

Quali polemiche ha letto nella mailing list di Arcigay?

Non voglio fare pettegolezzi, dico solo che come in tutte le famiglie dopo un po’ si comincia ad avere un approccio che non consente di comunicare più l’uno con l’altro. Mi accusano di lavorare sottobanco o di avere alle spalle chissà chi. Io non sono uomo di inciuci, chi mi conosce lo sa. Non metto mai in secondo piano l’importanza di temi a noi cari. Il clima è irrespirabile. A questi giochi dico basta.

Cosa ne pensa della mozione "Essere futuro" del ticket Patanè-Trentin?

È chiaro che ho perplessità su chi ha condiviso fino ad oggi il governo dell’associazione e che oggi si propone come alternativa per il cambiamento. Troppo comodo dire adesso "Io non ero d’accordo". C’è una responsabilità collettiva delle scelta fatte fino ad oggi. Nella nostra mozione abbiamo previsto un sistema di maggiore potere del consiglio di Arcigay che abbia modo di controllare meglio le attività della segreteria.

 

di Daniele Nardini