Tre preti coinvolti in un giro di prostituzione minorile a Roma

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Materiale pedopornografico, ma anche incontri con minorenni: sotto accusa tre sacerdoti

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L'arresto di Don Dino

L’arresto di Don Dino

Ci sarebbe anche un secondo prete coinvolto nel giro di giovanissimi che si prostituiscono nei pressi della stazione Termini di Roma e sul quale indaga la procura capitolina. L’uomo è stato fermato nei giorni scorsi con un ragazzo rom che ha da poco compiuto 18 anni, fratello di un altro ragazzo, più piccolo, anche lui tra piccoli prostituti. La posizione del prelato, a quanto riporta Repubblica, è ora al vaglio degli inquirenti perché, se è vero che il giovane che era in sua compagnia era maggiorenne, sul suo cellulare sono state trovate chiamate e messaggi scambiati con minorenni che sono soliti vendere il proprio corpo per poche decine di euro tra i binari della stazione. E mentre il prete, un sudamericano, non è ancora iscritto nel registro degli indagati, lo sono invece altri due uomini di chiesa, Don Dino Greco e Luca Galleschi, indagati rispettivamente per pedopornografia e tentativo di prostituzione minorile.

Si parla di un giro che coinvolge ragazzi e ragazze rom dai 13 ai 17 anni e di clienti tra i 35 e gli 80 anni, alcuni abituali e altri di passaggio dalla stazione Termini. Gli indagati, al momento, sono 17 contro i quali sono state eseguite sette ordinanze di custodia cautelare e cinque arresti.

In casa di Don Dino, che è stato arrestato, è stato trovato materiale pedopornografico. Contro di lui accuse che riguardano anche la manipolazione della Bibbia per legittimare le sue azioni. Sempre secondo quanto riporta

Repubblica, don Dino avrebbe stravolto alcuni versetti del libro sacro accompagnandoli con immagini di giovani in pose inequivocabili. Il materiale ritrovato in casa del prelato fa supporre agli inquirenti che l’uomo fosse coinvolto in questo tipo di pratiche da molti anni, forse una decina. Sono infatti 1700 le foto di minorenni rinvenute nell’abitazione di don Dino: tra loro rom, ragazzi di origini africane e, probabilmente, italiani, tutti adolescenti.

Secondo i magistrati, dietro il giro di prostituzione minorile della stazione Termini non ci sarebbe una vera e propria organizzazione, ma un passaparola tra adulti che si scambiavano i contatti degli adolescenti da adescate e con cui consumare i rapporti in hotel nei pressi dello scalo, ma anche sui treni fermi in stazione, nei bagni pubblici, nei parchi della zona o in abitazioni private.

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