PRIDE 2001 AL VIA

Cosa si muove? Intervista agli organizzatori

Mancano ormai pochissimi giorni all’evento gay dell’anno: il Pride 2001 di Milano si preannuncia come una manifestazione che non farà affatto rimpiangere le esuberanti partecipazioni del World Pride 2000 di Roma. Ma vediamo in concreto cosa si muove dietro le quinte della manifestazione, ascoltando le anteprime che ci vengono svelate dal comitato Arcobaleno, organizzatore dell’evento.

Abbiamo intervistato Marco Volante, esponente di GayLib, e Paolo Ferigo, presidente del Cig-Arcigay di Milano, entrambi portavoce di Arcobaleno e organizzatori del Pride 2001.

Allora, Marco, raccontaci come sta andando l’organizzazione di questo Pride 2001.

Sta andando per il meglio. Ieri abbiamo fatto l’ultima riunione operativa in cui abbiamo deciso come organizzare il corteo, come sistemare il palco e tutte le ultime questioni logistiche.

Hai qualche numero da darci?

Noi speriamo che la partecipazione sia superiore alle 30.000 persone. La previsione, stando alle informazioni che abbiamo dovrebbe essere quella.

Come sfileranno tutti i gruppi che parteciperanno?

Ci sarà all’inizio del corteo lo striscione di Arcobaleno, cioè il coordinamento che ha organizzato concretamente la manifestazione, e le dodici associazioni che ne fanno parte. A seguire tutte le altre associazioni nazionali e locali, e i circoli che hanno aderito. In seguito, tutte le altre associazioni politiche, sindacali e i partiti. Quindi tutte le associazioni gay che non fanno parte di Arcobaleno saranno in cima subito dietro Arcobaleno, appunto.

C’è qualche adesione eccellente tra i politici?

Per il momento non ne abbiamo, anche perché fino a ieri non abbiamo fatto gli inviti alle segreterie di partito; sull’argomento c’è stato un po’ di dibattito nel comitato. Ieri sera, abbiamo deciso di invitare tutti i segretari di partito, anche quelli locali, e ora partiranno le richieste. Abbiamo chiesto alla Bellillo di partecipare personalmente o come deputato dei Comunisti Italiani, ma ha un altro impegno proprio sabato e non potrà esserci.

Sono rientrate tutte le polemiche relative all’itinerario, e al suo possibile passaggio in Piazza Duomo?

Sì, è rientrato tutto, perché c’è stato concesso graziosamente di poter passare in Piazza Duomo; noi ringraziamo la graziosa concessione e ci passeremo. Sarà un passaggio un po’ per la tangente, però di fatto metteremo i piedi sul piazzale e quello sarà uno dei punti cruciali della manifestazione. Prima di passare da Piazza Duomo, però, passeremo anche davanti al sindaco, e quindi gli rinnoveremo l’invito a scendere in corteo con noi.

Invito che gli avete già fatto?

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Invito che gli abbiamo già fatto, e al quale non ha risposto, non sappiamo se per impegni precedenti o per la sua vita troppo complessa. Noi comunque, passandogli sotto casa gli rinnoveremo l’invito e speriamo che lui lo raccolga.

Cosa si muove tra le iniziative collaterali?

Abbiamo iniziato il 6 di giugno con una grande festa alla Nuova Idea (cui le foto si riferiscono, ndr), durante la quale abbiamo avuto un breve collegamento in diretta tv con Daria Bignardi, con una piccola chicca: un bacio lubrico omosex, un piccolo scoop sexy che ci voleva.

E’ stata una bella festa, c’era tanta gente, abbiamo colorato la Nuova Idea come non lo è mai stata, e abbiamo avuto l’onore di avere due madrine scatenate come Paola e Chiara: erano veramente scatenatissime, noi abbiamo semplicemente proposto loro di venire, e loro, eccitatissime, si sono precipitate. Erano veramente molto motivate, questa è la cosa che ci ha fatto più piacere. Da allora ci sono stati già otto giorni di manifestazioni continue, politiche e culturali. Ogni giorno c’è una manifestazione differente: i gruppi di gay cristiani hanno fatto due importanti iniziative in cui si parlato di fede e omosessualità. Anche il Glo, che è il gruppo di Rifondazione Comunista, ha fatto diverse manifestazioni, così come il Cig-Arcigay, e tutte le altre associazioni si sono prodigate per dare un messaggio importante alla cittadinanza. Come al solito le manifestazioni politiche sono meno frequentate di quelle ludiche; ne abbiamo fatte molte anche di queste, l’ultima è stata la festa di sabato scorso al Q, dove abbiamo festeggiato i gruppi sportivi che hanno creato questo coordinamento atleti omosessuali che è il CIAO che sta andando fortissimo.

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Il Pride 200 ci ha regalato un passo in avanti nella visibilità; qual e il prossimo passo in avanti che porterà questo Pride milanese?

Assolutamente sempre e comunque la priorità dei Pride è la visibilità; poi quest’anno in particolare chiediamo finalmente la legge anti-discriminatoria. Non siamo sicuri che la cosa venga immediatamente recepita, però se continueremo a insistere con la visibilità, col mostrarci, col far vedere che facciamo parte della cittadinanza, penso che in tempi non biblici riusciremo a ottenere almeno questa cosa fondamentale.

Anche con Paolo Ferigo, parliamo degli obiettivi politici della manifestazione…

Sì, come ha detto Marco, il nostro manifesto è incentrato sulla richiesta di specifiche leggi anti-discriminazione per quanto riguarda orientamento sessuale e identità di genere, in particolare l’articolo 3 della Costituzione e le varie leggi che si sono susseguite. Ci siamo voluti fermare a questo e non portare avanti tutte le richieste, perché crediamo che questa sia la base per poi poter far partire tutte le altre richieste, come le unioni civili, l’inseminazione eccetera. Abbiamo cercato di parlare di questi obiettivi in parecchie iniziative:, 41 appuntamenti tra feste e incontri. Ci sono state quelle dell’Arcigay, come quello sull’omofobia con Lo Giudice, Scalise, come moderatore, Zardini del Pink che ha portato la sua esperienza di omofobia all’interno della giunta di Verona. I CODS Lombardia hanno fatto un incontro su come sono andate le elezioni e come programmare le prossime azioni di conseguenza. C’è stato un incontro sulla telefonia sociale gay-lesbo-trans organizzato dal Cig con l’intervento di telefoni amici da Bari, Napoli e dal Nord-Est.

Come è la partecipazione, dopo il Pride dell’anno scorso?

Devo dire che è molto aumentata: anche al Cig noi abbiamo notato che c’è molta gente nuova che si avvicina, soprattutto ora con la nuova sede, sarà anche quella, che è sulla strada. Dopo il Pride molta gente si avvicinata ringraziandoci per il Pride e per aver fatto capire che bisognava darsi da fare. E anche agli incontri noto una maggiore partecipazione, infatti prevedo anche per il 23 una buona partecipazione, anche dei milanesi, che di solito si nascondono. Continuano ad arrivare adesioni, quindi siamo ottimisti, anche se è difficile quantificarla.

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Facciamo un po’ di fanta-politica: questa partecipazione quanto ci avvicinerà al raggiungimento dei nostri obiettivi politici?

Sono un po’ pessimista riguardo a questo: perché ritengo che non siamo nelle priorità del governo, né di questo né di quello precedente. Il fatto è che non è sentito: ce ne siamo accorti anche dall’atteggiamento della giunta comunale di Milano, che ci ha preso molto sottogamba, e non ha portato assolutamente avanti un discorso legato a un soggetto politico, ma semplicemente alla carnevalata che dovevamo fare nelle vie di Milano. Il Pride viene sempre frainteso come la festa di quattro squinternate e non si vogliono assolutamente cogliere gli altri aspetti, cioè la rivendicazione che si porta avanti. Questo purtroppo a causa anche di molti media che fanno vedere solo lustrini e paillettes, e non fanno vedere la manifestazione per quello che è in realtà. Se si può dire che ci avvicinerà ai nostri obiettivi, lo farà riunendo di più il movimento, perché l’anno scorso la manifestazione di Roma ci ha dato un segnale che il movimento è vivo, e quest’anno c’è una seconda manifestazione, si potrà allora pretendere più considerazione, cioè diventeremo davvero un soggetto politico con cui interloquire.

Vuoi, allora, lanciare un invito ai lettori di Gay.it per incoraggiarli a partecipare?

L’invito è proprio questo: se ci siamo, contiamo; se non ci siamo, non contiamo. Se ci siamo, potremo dire "noi, anche" se non ci siamo sarà un fallimento anche per il Pride dell’anno scorso, perché anche quello non sarà servito a nulla.

Nell’ultima foto: alcuni delegati di Arcobaleno Lesbico Gay Trans Milano – da sinistra: Deborah, Gerardo, Marco, Paolo, Amedeo, Paolo, Gianpiero, Lorenza, Glauco, Giorgio