Pride 2008: slogan ufficiale ‘Pari diritti, pari dignità’

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Pronti il percorso, nessun contrasto con le autorità bolognesi. Attese 30 mila persone. Il vescovo: "Bologna non ha bisogno di queste cose".

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Mancano tre mesi al Pride 2009 che, come deciso subito dopo la manifestazione di Roma dello scorso anno, si svolgerà a Bologna, il 28 giugno prossimo, dove il più imponente evento annuale del movimento LGBT non torna dal lontano 1995 quando a sfilare sotto le torri bolognesi furono in 20 mila.

Il percorso è ormai praticamente certo e dovrebbe vedere la partenza dai Giardini margherita per arrivare a piazza VIII Agosto, passando per i viali e poi da via Don Minzoni e via dei Mille.

L’accordo con le autorità per la strada che i previsti 30 mila partecipanti dovranno percorrere, non è stato difficile da raggiungere. "Gli organizzatori del Gay Pride hanno dimostrato la

massima ragionevolezza. Nessuno vuole creare problemi alla città e ai bolognesi- ha dichiarato al Resto del Carlino il prefetto Vincenzo Grimaldi. "Il rapporto con le istituzioni è stato assolutamente positivo, di dialogo e reciproco ascolto — ha confermato dal canto suo Emiliano Zaino, presidente del Cassero —. In questo modo si sono trovate sempre soluzioni utili, nel rispetto dei luoghi e dei cittadini".

E se dall’amministrazione e da chi gestisce l’ordine pubblico nessun veto o difficoltà è stata creata allo svolgimento del Pride, lo stesso non si può dire, prevedibilmente, della curia bolognese. Sempre dalle pagine del quotidiano cittadino il vescovo ausiliare Ernesto Vecchi fa sapere che "Bologna non ha bisogno di queste cose".  "Nessuno vuole mancare di rispetto alle persone, ma sono altri i problemi da mettere a fuoco – ha dichiarato il vescovo -.

Queste iniziative hanno scopi ben diversi da quelli che la gente si aspetta. Rispetto le persone, ma Bologna non ha bisogno di disperdere energie. Se ne può anche fare a meno. Sono altri i sistemi per portare avanti le battaglie civili". "Il degrado non lo danno gli omosessuali – conclude Vecchi – ma manifestazioni come questa e altre. Abbiamo visto iniziative che portano a spaccare le vetrine e imbrattare i muri". In pochi, forse, potevano aspettarsi posizioni diverse da questa.

Neanche l’Udc ha potuto resistere all’irrefrenabile istinto di dire la propria. Per bocca del deputato Gianluca Galletti, il partito di Casini fa sapere che il Pride è "iniziativa provocatoria. La città potrebbe serenamente farne a meno". "Ognuno, nel privato, ha il diritto di

vivere la propria sessualità come meglio crede – continua Galletti -. E oggi, per fortuna, il fatto di essere omosessuale è molto meno discriminante che in passato". Non per merito del suo partito, verrebbe da sottolineare. Come dire, fate pure quello che volete, purché non lo vediamo. Ma anche in questo caso, non ci si poteva aspettare nulla di diverso e forse si deve alla campagna elettorale il corso il tono non troppo spigoloso.

Lo slogan ufficiale del Pride lo anticipa Sergio Lo Giudice, presidente onorario di Arcigay. "Uguali diritti, uguale dignità – dice -. Sfileranno decine di migliaia di persone per rivendicare con orgoglio e civiltà la propria identità, senza volere mancare di rispetto a nessuno. Magari ci sarà qualche provocazione, ma parliamo di una festa in cui ognuno sarà libero di esprimersi come vuole". Bologna, continua "rappresenta un luogo molto simbolico per la comunità LGBT perché qui sono nate associazioni nazionali come Arcigay e Arcilesbica. Ci sono 12mila iscritti, sui 170mila totali a livello nazionale".

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In prima fila ci sarà anche Franco Grillini, candidato a sindaco della città per le amministrative del 2009. Il deputato socialista precisa

quale sarà il significato politico della manifestazione, anche alla luce dei possibilirisultati delle politiche del 13 e 14 aprile prossimo "Se vincerà il Pdl sarà una manifestazione contro la destra omofoba al governo – dice grillini -. Se vincerà il Pd, sarà una manifestazione di rivendicazione".

Gli organizzatori sono naturalmente già al lavoro per garantire che tutto si svolga nel miglior modo possibile grazie al lavoro dei tanti volontari che saranno reclutati: dai trasporti, alla ricerca di fondi al

servizio hostess tutto dovrà funzionare senza intoppi con l’obiettivo di superare i 20 mila partecipanti di 12 anni fa, proprio negli stessi giorni in cui il Cassero, lo storico circolo Arcigay bolognese, festeggia i suoi "25 anni di lotta con classe".

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