Pride: Biella come Roma. Imposta un’altra piazza

Piazza Vittorio Veneto sarà il punto in cui si concluderà il Pride piemontese. “Gravi” e “ingiustificabili” le affermazioni del prefetto secondo il comitato organizzatore.

Il Gay Pride della provincia, come loro stesso lo hanno definito, quello di Biella avrà come piazza di fine corteo la piazza Vittorio Veneto. Non quella 1° maggio richiesta dall’organizzazione, né quella chiesta in alternativa, piazza Martiri.

Nonstante in passato entrambi i luoghi abbiano ospitato altre iniziative, per il Gay pride, lì non c’è posto. Almeno secondo il prefetto Narcisa Brassesco, incaricato della decisione. Singolare la motivazione: vicino a piazza 1°maggio si terrà un reading dell’attore Davide Paolini che inizierà due ore dopo il termine del corteo. E quindi? Quindi niente Pride, nonostante la vicinanza degli eventi non causerebbe, naturalente, nessun problema di sicurezza.

«Continuiamo a denunciare le gravi e ingiustificabili affermazioni del prefetto – ribadisce il Comitato Pride -, nell’attesa di individuare opportune sedi per riflettere e reagire». E i dubbi che le motivazioni siano altre sono legittimi visto che solo pochi giorni fa il diniego della piazza chiesta dal comitato organizzatore del Pride è arrivato dalla prefettura corredato dalla infelice dichiarazione «Fare un gay pride dentro la città vuol dire costringere il cittadino biellese ad entrare in una manifestazione in cui non intende trovarsi».

A questo punto il Pride verrà "subìto" dagli abitanti della periferia, evidentemente meno dignitosi di quelli del centro città. A meno che al prefetto non venga in mente di far sfilare i manifestanti in un campo o al chiuso di uno stadio.

L’appuntamento nella cittadina piemontese, in ogni caso, sarà per sabato 14 giugno.

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