PRIDE: DOPO IL SILENZIO, LE POLEMICHE

Un imprenditore romano rifiuta a EcoTv il noleggio di un mezzo per le riprese dal corteo. La Cei lascia la parola ai teodem: «non è detto che dobbiamo commentare tutto quello che fanno gli altri».

Se finora aveva regnato il silenzio sul Pride di domani, adesso imperversano le polemiche e le prese di posizione contro la manifestazione più importante dell’anno per la comunità GLBT italiana. Ad opporsi, anche se in modi diversi, al corteo che domani sfilerà per le strade di Roma, non ci sono solo politici, militanti dell’estrema destra e gerarchie clericali, ma anche singoli cittadini.

IL CASO DI ECOTV

L’episodio forse più incredibile è accaduto a EcoTv che ha in programma per domani la diretta dal Pride in collaborazione con Gay.it. «Nonostante fosse già stato concordato il noleggio di un automezzo, un imprenditore romano ha negato ad Ecotv il servizio, dopo aver saputo che il veicolo sarebbe stato utilizzato per la ripresa televisiva del Gay Pride». E’ la denuncia del direttore di Ecotv, Pino Gagliardi. Secondo il direttore dell’emittente televisiva, infatti, l’uomo, al telefono, si sarebbe giustificato così: «Non conoscevo la finalità per cui volevate il furgone, ora che la so, non ve lo posso concedere». Pronta la replica del giornalista di Ecotv, che ha ricordato al noleggiatore di non avere alcuna intenzione di usare l’auto a nolo per «svaligiare una banca».

«Ma per me è simile- ha risposto l’imprenditore- Non voglio aderire in alcun modo a questa manifestazione, tanto meno mettendo a disposizione un mio automezzo perché non ne condivido la finalità, non rientra nei miei principi». Naturalmente la diretta si farà, e sarà l’occasione per trasmettere stralci della registrazione della conversazione con l’imprenditore romano. Le riprese dal corteo, invece, saranno fatte a bordo di un calesse.

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ECCO LA CEI

Stupisce, invece, il silenzio della Cei che ha dichiarato di voler mantenere il più stretto riserbo. «Preferiamo non rilasciare dichiarazioni che servirebbero soltanto a fomentare polemiche in cui noi non vogliamo entrare» spiegano negli uffici Cei che si occupano di comunicazione e famiglia, e aggiungono: «in questa occasione la nostra scelta è senz’altro quella del silenzio, d’altronde non è detto che noi dobbiamo commentare tutto quello che fanno gli altri». Alcuni direbbero che è una buona notizia. E’ bastata Militia Christi ad ergersi a difensore del sentimento cattolico che il Gay Pride offenderebbe.

DAL PARLAMENTO

E poi ci sono sempre i teodem, come si chiamano adesso, ad alimentare le polemiche. L’ultimo a dire la sua è stato Luca Volontè, capogruppo dell’Udc alla Camera dei Deputati, che rispetto al dietrofront della ministra Barbara Pollastrini sul patrocinio al corteo ha dichiarato: «Non basta essere mogli di autorevoli esponenti della finanza per rispettare il principio di uguaglianza e non-discriminazione palesemente violato. La retromarcia della Pollastrini non incanta nessuno,le sue inaccettabili parole alla Camera e i suoi atti rimangono di una gravità inaccettabile. Il suo ‘razzismo’ antifamiglia e anti-eterosessuali – conclude – è contrario ai diritti costituzionali».

Intanto i preparativi continuano ed è ormai tutto pronto per l’appuntamento di domani per cui gli organizzatori parlano di 200 mila presenza previste. Seguite la diretta su Gay.it a partire dalle 15.00.

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