PRIDE…ATTENTI…VIA!

Parte a Padova il Gay Pride 2002. Aspettando la grande sfilata dell’8 giugno, con D’Alema e Cofferati. Apre Luciana Littizzetto, tra feste, eventi e il centrodestra che non si rassegna.

PADOVA – Il gay pride, che sabato 8 giugno richiamerà a Padova, per il corteo conclusivo, oltre 10 mila omosessuali e lesbiche, inizierà domani con uno spettacolo di Luciana Littizzetto, alle 17, in piazza delle Erbe. La città è divisa. Il comune di Padova, retto da una giunta di centrodestra, non ha dato il patrocinio e non ha concesso la sala Anziani di Palazzo Moroni per i convegni in programma. Mentre An ha raccolto firme per "regolamentare le manifestazioni omosessuali" Forza Nuova ha riempito i muri della città di manifesti che equiparano gli omosessuali ai ”pedo-pornografici”. Di qui una denuncia alla magistratura presentata da Arcigay, che si e’ assunta l’onere organizzativo. Sempre Forza Nuova ha annunciato per sabato una contromanifestazione, nonostante ch’egli organizzatori del Padovapride abbiano modificato l’itinerario, escludendo i luoghi di culto, in particolare la basilica di Sant’Antonio ed il Duomo. Negli ambienti di centrodestra, infatti, e’ stata colta come una provocazione la coincidenza tra la manifestazioni e le celebrazioni per la festa di Sant’Antonio, il 13 giugno, che registrano una lunga preparazione, con pellegrinaggi da tutto il mondo. Il coordinatore di Fi, Gianlorenzo Martini, ha scritto che il Comune ha fatto bene a non dare il proprio patrocinio perché in passato "il Gay Pride ha assunto forme volutamente provocatorie e insultanti contro la Chiesa e contro i cittadini cattolici; perché non pretendere altrettanta tolleranza e rispetto?". Il vescovo diocesano mons. Antonio Mattiazzo, tuttavia, non si e’ direttamente pronunciato. L’ha fatto il coordinamento della pastorale della città, insieme ai frati del santo, rilevando a suo tempo l’inopportunità della coincidenza, ma anche affermando che nei confronti degli omosessuali non ci devono essere discriminazioni.

"Va condannata ogni forma di discriminazione, emarginazione e offesa verso le persone omosessuali. Bisogna lavorare per una società giusta e solidale anche verso gli omosessuali". Lo si legge nel documento proposto alla riflessione delle parrocchie, dei gruppi e delle associazioni di Padova dal coordinamento pastorale cittadino e dai frati del Santo. "La comunità cristiana, evitando polemiche, non si è disinteressata alla manifestazione del prossimo 8 giugno. Ci dispiace, tuttavia, che gli organizzatori del Padova Pride non abbiano voluto tener conto del momento particolare che vive la "città del Santo" in preparazione alla festa di sant’Antonio", il 13 giugno. Una coincidenza, questa, che in città ha sollevato più di un problema, tanto da convincere gli organizzatori ha scegliere un itinerario, per il corteo, lontano dalla basilica del santo e da altri edifici di culto. "Non nutro alcuna ostilità verso la Chiesa e apprezzo – ha dichiarato Alessandro Zan, portavoce del Padova Pride – l’atteggiamento civile assunto dal vescovo di Padova nei confronti del Pride e del movimento omosessuale".

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Il documento del coordinamento cittadino della pastorale e dei frati del santo sottolinea, infatti, che "ai movimenti omosessuali va riconosciuto il merito di aver portato l’opinione pubblica a riflettere sulle molte problematiche sociali e culturali della condizione omosessuale, di aver denunciato le ingiustizie e le violazioni dei diritti umani di queste persone".

Riconosciuto questo, però, coordinamento pastorali e frati rilevano che "alcune battaglie, quando contengono una forte carica ideologica e quando assumono toni e forme esasperate (cfr. "orgoglio" omosessuale), rischiano di non aiutare un sereno confronto con i problemi dell’omosessualità, anzi possono ritardare la causa per cui vengono fatte perché spesso generano una altrettanto forte opposizione ideologica". E questo perché "una diversità sessuale gridata ed esibita la chiude in stereotipi incapaci di generare un sereno confronto e un superamento di pregiudizi e chiusure". "L’espressione delle proprie idee e il manifestare, che oggi è un diritto riconosciuto, se mira a favorire la conoscenza dei problemi degli omosessuali e il superamento dei pregiudizi, può essere utile – puntualizza ancora il documento -. Se mira a mettere tutto sullo stesso piano rivendicando, per esempio, presunti diritti al "matrimonio" o all’adozione, e se assume forme perfino volgari, è giusto esprimere il proprio motivato dissenso". Dopo aver ricordato che "in passato il gay pride ha assunto forme volutamente provocatorie e insultanti contro la chiesa e contro i cittadini cattolici", il coordinamento pastorale di Padova ed i frati di Sant’Antonio osservano – a proposito delle perplessità con la coincidenza con la tradizionale festa del Santo – che "non è in discussione il diritto che hanno tutti i cittadini di manifestare le proprie convinzioni, ma il doveroso rispetto di chi la pensa diversamente contenendo le manifestazioni nei giusti limiti del buon senso e della misura".

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La chiesa di Padova ha in più occasioni dimostrato di cercare il dialogo con tutti, anche con le persone omosessuali: l’ampia disponibilità di preti e religiosi al consiglio e direzione spirituale, gli approfondimenti culturali e spirituali promossi e ospitati al Centro universitario, l’ospitalità al gruppo omosessuali credenti che continua il suo cammino di fede e di ricerca in una parrocchia cittadina, la recente attenzione del settimanale diocesano, sono alcuni segni della "maternità" della chiesa padovana.

Imponente il sistema di sicurezza previsto per il raduno di sabato pomeriggio, quando al corteo prenderanno parte, fra gli altri, D’Alema e Cofferati, nonché Mario e Antonio, la coppia gay che si e’ sposata la scorsa settimana in Olanda, mentre a quello di Forza Nuova sarà presente il segretario nazionale Roberto Fiore. L’appuntamento di "Padova Pride" si concluderà alla Fiera, con un concerto di Irene Grandi. Padovafiere, infatti, è sponsor del raduno.