PRIMARIE PD: ADINOLFI, «PARLIAMO DI MATRIMONIO GAY»

Mario Adinolfi, candidato alle primarie del Partito Democratico, ha lanciato la sfida ai suoi concorrenti: che ne pensate del matrimonio gay? È la prima volta che irrompe questo tema, come in America

«Negli Stati Uniti i candidati alle primarie democratiche non hanno avuto remore a confrontarsi anche su temi spinosi, da noi si continua la chiacchiera dei personalismi. Allora, facciamo come negli Usa, cominciamo a discutere di questioni concrete e controverse. Parliamo di matrimonio gay».

riconoscerò agli iscritti al Pd il diritto di presentare, con trentamila firme, un referendum interno al partito«Negli Stati Uniti i candidati alle primarie democratiche non hanno avuto remore a confrontarsi anche su temi spinosi, da noi si continua la chiacchiera dei personalismi. Allora, facciamo come negli Usa, cominciamo a discutere di questioni concrete e controverse. Parliamo di matrimonio gay».

Mario Adinolfi, che tempo fa diede l’annuncio della sua candidatura alle primarie del Pd sul nostro forum, ha affermato: «Veltroni, Bindi e Letta sono favorevoli o contrari a indire tra gli iscritti un referendum per decidere la linea del partito in materia di matrimonio omosessuale? Io in materia ho delle idee, ma in un partito che si proclama ‘democratico’ la decisione su temi etici e di coscienza deve essere affidata agli iscritti, altrimenti quale fonte di legittimazione ha? La fede religiosa? Il volere del segretario o del gruppo dirigente? Oppure su questi temi si cerca di svicolare non prendendo mai alcuna linea o decisione? Se dovessi essere eletto segretario del Pd, riconoscerò agli iscritti al Pd il diritto di presentare, con trentamila firme, un referendum interno al partito vincolante per i gruppi dirigenti, su qualsiasi proposta che dovra’ essere declinata in proposta di legge».

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Adinolfi, poi, bacchetta il movimento lgbt italiano: «Sono rimasto molto stupito del fatto che questo mondo abbia rinunciato a presentare una propria candidatura o un proprio qualsiasi protagonismo alle primarie del 14 ottobre.

È un impoverimento per il Pd e però anche un segnale di debolezza. Ora che si apre la battaglia delle idee, mi aspetto un recupero di centralità anche della questione omosessuale. Un tema su cui in un partito di sinistra come il Pd occorre utilizzare parole chiare, per evitare di sembrare sempre il partito degli equivoci e dell’indistinto. La chiarezza si ottiene con la democrazia: cosa meglio di un referendum interno?», conclude Adinolfi.

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