Primarie PD al via. I documenti dei candidati sui temi lgbt

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Civati propone l'estensione del matrimonio e delle adozioni. Renzi parla di "scelta". Cuperlo di pari "diritti e doveri"; Pittella di una generica libertà. I programmi dei candidati segretari...

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Sono chiamati ad esprimere la propria idea di partito ma anche del paese i candidati alla segreteria del più grande partito della Sinistra italiana. Pippo Civati, Gianni Cuperlo, Gianni Pittella e Matteo Renzi hanno presentato i documenti programmatici con cui si sfideranno alle primarie per la segreteria del PD e che contengono la propria visione delle cose, dalle più semplici – se mai ce ne fossero – a quelle più spinose. Non manca la questione dei diritti lgbt, vero campo minato nel Partito Democratico dato che più volte si sono scontrate posizioni interne molto diverse tra loro. Ecco quindi cosa propogono i quattro candidati.

Nelle 70 pagine di Dalla delusione alla speranza, a firma Pippo Civati, il candidato propone la sua visione laica del Paese, basata sull’estensione del matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso e la coraggiosa – c’è da dirlo – “estensione della possibilità di adozione a persone single o alle coppie formate da persone dello stesso sesso”.

Il candidato dell’establishment Gianni Cuperlo nel suo documento di 22 pagine Per la rivoluzione della dignità se la cava con un generico “sì ai diritti e doveri per le coppie di fatto omosessuali”; una formula che non rischia di causare fastidio né scontenta alcuno.

Si chiama Il futuro che vale. Per un partito democratico, solidale, europeo il documento di un altro Gianni, Pittella, che in 24 pagine affronta il più generico tema della diversità: bisogna difendere – scrive – “i diritti e la libertà di essere, nel rispetto di tutti; cattolici, ortodossi, protestanti, ebrei, mussulmani e laici, migranti e residenti, giovani e anziani, omosessuali ed eterosessuali, donne e uomini, studenti”.

Cambiare verso al partito è quello che propone Matteo Renzi. Nell’omonimo documento di 18 pagine il Sindaco di Firenze parla di costruire “uno spazio nel quale la libertà di ogni persona di compiere le proprie scelte, anche le più intime e fondamentali decisioni della vita, può convivere in armonia con la libertà di ciascuno di vivere liberamente le proprie convinzioni. È in quello spazio che è possibile costruire un Paese avanzato sul tema dei diritti civili, senza alcuna paura di cancellare la nostra identità e le nostre radici culturali”. Il Sindaco di Firenze, in quanto candidato dato per favorito dai sondaggi, è quello da battere e il riferimento all’omosessualità – seppure non venga mai nominata – come una “scelta” spinge i civatiani ad attaccare: «Davvero un candidato segretario nazionale del PD parla di “scelte” e “convinzioni” per le persone gay, lesbiche, bisessuali e trangender? Un passo indietro enorme, un uso del linguaggio che, probabilmente, sottende una visione ideologica della questione», scrive su Facebook Daniele Viotti, del comitato Civati Pride.

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