Prime nozze gay italo-inglesi

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Grazie alla legge britannica sulle unioni civili omosessuali una coppia italo-inglese ha potuto formalizzare la propria unione anche se per le autorità italiane i novelli sposi rimangono due...

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LONDRA – Fiori d’arancio domenica 30 aprile per la coppia composta dall’italiano Marco Canale e dall’inglese Alan Webb, che hanno ufficializzato la loro unione grazie al Civil Partnership Act, la legge per il riconoscimento delle unioni civili tra persone dello stesso sesso che è entrata in vigore in Gran Bretagna nel dicembre 2005. Marco, imprenditore 45enne, e Alan, 53enne dipendente di una compagnia aerea, si erano conosciuto nella capitale inglese 17 anni fa e hanno deciso di avvalersi della nuova normativa che estende alle coppie gay e lesbiche praticamente tutti i diritti che sinora erano riservati alle sole coppie eterosessuali. La cerimonia si è svolta nel municipio di Chelsea.
“L’idea di sposarci ci è venuta lo scorso giugno, quando in Inghilterra si sapeva che la legge sulla partnership sarebbe stata approvata.” ha spiegato Canale al Corriere della Sera, aggiungendo poi che lui avrebbe preferito sposarsi in jeans e maglietta ma di aver ceduto infine alle richieste del compagno, che ha insistito per l’abito formale. Canale, che in passato è stato consigliere di Arcigay, si è poi detto amareggiato di non aver potuto formalizzare l’unione nel nostro paese: “L’Italia è ancora distante anni luce dai bisogni civili della gente, è una situazione discriminatoria. Mentre in Gran Bretagna io e Alan potremmo sostenerci dal punto di vista economico e sociale, in Italia dinanzi alla legge restiamo due perfetti estranei. Se mai mi dovesse capitare qualcosa, Alan resterebbe tagliato fuori. Ho parlato con due avvocati che si sono proposti di portare il caso alla Corte europea.”
A fare gli auguri alla coppia è stato anche Fabrizio Marrazzo, presidente dell’Arcigay di Roma: “Siamo felici che Marco, nostro socio, da sempre vicinissimo ad Arcigay stia coronando il sogno della sua vita. L’unica nota triste è che per farlo debba ricorrere a una legge di un altro paese più avanzato del nostro. In Italia l’unione tra Marco e Alan non ha valore e per la legge sono due estranei. Per questo si sono proposti di portare la questione sia nei tribunali italiani che al Tribunale Europeo.” Marrazzo ha anche voluto “sottolineare l’impegno della nostra associazione affinché anche nel nostro paese si discuta in maniera serena del Pacs e dei diritti delle coppie gay”. (RT)

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