PRODI: NIENTE NOZZE, SÌ AL PACS

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Il leader dell'Unione commenta la scelta spagnola rimarcando la sua contrarietà. Ma apre a una legge "in grado di garantire sostegno e assistenza alle coppie di fatto, anche...

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PISA – Un passo avanti e uno indietro. Il leader dell’Unione Romano Prodi da un lato riconferma la sua contrarietà al matrimonio tra persone dello stesso sesso, dall’altro assicura il proprio appoggio per una legge sulle unioni civili, anche omosessuali.
La posizione di Prodi sulle nozze gay è stata raccolta dal Corriere della Sera, che in una intervista apparsa sabato 23 aprile riferisce le parole usate dal leader dell’opposizione sull’argomento: «Primo: sono contrario al riconoscimento delle nozze tra gay e credo inoltre sia sbagliato utilizzare termini come “famiglia” e “matrimonio” nei rapporti tra persone dello stesso sesso. Secondo: penso invece sia possibile, e soprattutto giusto, impegnarsi a promuovere azioni politiche che siano in grado di garantire sostegno e assistenza alle coppie di fatto, e quindi anche a quelle omosessuali».
A che tipo di provvedimento pensi Romano Prodi, lo specifica subito dopo, prendendo le distanze dalla posizione assunta dal premier spagnolo, al quale rivela di aver comunicato la sua contrarietà al matrimonio gay già prima ancora che Zapatero annunciasse il provvedimento: «Su un tema di questo tipo, credo che i punti di vista e le soluzioni risentano inevitabilmente delle varie culture, dei modelli di società. E ricordo perfettamente che, così come espressi la mia distanza dalla formula Zapatero, altrettanto feci nei confronti di soluzioni improntate ad un estremismo opposto, che ipotizzavano totale chiusura verso le coppie di fatto».
A Prodi risponde Franco Grillini, deputato Ds primo firmatario di una proposta di legge sul PaCS all’esame del Parlamento: «Prodi ha segnato un primo punto fermo sulla questione dei diritti delle coppie omosessuali: vanno riconosciuti i diritti di chi convive – ha detto Grillini – Su una soluzione che possa essere comune al centrosinistra, se la si troverà, c’è ancora da discutere e lo si potrebbe fare con la “fabbrica” del programma nei prossimi mesi».
L’esponente dei Ds ha quindi precisato: «Naturalmente abbiamo idee diverse da Prodi su Zapatero e sulla Spagna. I cambiamenti radicali che sono intervenuti nella società e nel costume in tutta l’Europa occidentale non si arrestano certo ai confini dell’Italia». Grillini ha rimarcato che «la presa di posizione di Prodi, al quale chiediamo un po’ più di coraggio e la rapida definizione del profilo programmatico dell’Unione su questi temi, sgombra comunque il campo dalle strumentalizzazioni della destra e mette un punto fermo. Ora – ha concluso – è più chiaro a tutti chi si schiera comunque per un riconoscimento dei diritti e chi, usurpando nel proprio nome la parola Libertà, nega i diritti umani di tutte le famiglie di fatto».
Anche il senatore dello SDI Roberto Biscardini, primo firmatario di una legge sul Pacs sottoscritta da tutti i senatori dello SDI, interpreta quella di Prodi «un’apertura verso il riconoscimento delle unioni di fatto sia etero che omosessuali». «La presa di posizione di Romano Prodi potrebbe favorire l’approvazione in Italia di una legge, votabile da larghi settori sia del centrosinistra come del centrodestra, per il riconoscimento giuridico e dei diritti di tutte le coppie conviventi, In parlamento sono depositati numerosi disegni di legge: noi dello SDI, a partire dal nostro progetto, siamo disponibili a trovare da subito un terreno di confronto con tutti coloro che dimostrano l’intenzione di arrivare presto anche nel nostro paese ad una soluzione positiva del problema».
La posizione di Prodi viene accolta positivamente anche da Arcigay che accetta volentieri l’invito a discutere di una legge sul riconoscimento giuridico delle coppie gay e lesbiche all’interno della Fabbrica del Programma dell’Unione. «In Italia – precisa il presidente nazionale Sergio Lo Giudice – non abbiamo proposto l’estensione del matrimonio alle coppie omosessuali ma una responsabile mediazione: un modello, quello di un istituto giuridico distinto e differente, oggi applicato in undici paesi europei. Chiediamo che alle coppie dello stesso sesso venga riconosciuto un preciso status giuridico da cui discendano quei diritti e doveri reciproci che lo stesso Prodi ha indicato come “interventi concreti” da attivare: reciproca assistenza sanitaria, misure in campo fiscale e successorio».
«Le parole di Prodi – conclude il presidente di Arcigay – mostrano che la ricerca di soluzioni concrete ai problemi reali delle persone può essere perseguita senza contrapposizioni ideologiche, parlando in modo chiaro il linguaggio di un riformismo moderno».
Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Movimento Omosessuale.

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