Prof universitario vicino alle battaglie dei gay, picchiato a sangue

Lo ha trovato un amico in un lago di sangue. Il docente è stato ricoverato ed è in coma.

Lo ha trovato un amico immerso in una pozza di sangue, in casa sua. Il volto tumefatto, una profonda ferita al cranio, Alberto P., 64 anni, respirava appena quando è stato portato all’ospedale San Giovanni di Roma, il più vicino a casa sua. Medico del Policlinico Umberto I, stimato docente della Sapienza, Alberto viveva solo e martedì sera sarebbe dovuto andare a cena con un amico che, non riuscendo a rintracciarlo per ore, si è precipitato a casa sua, nei pressi di via Merulana, per capire cosa fosse successo.

Entrato in casa, grazie ad un mazzo di chiavi di riserva, l’amico lo trova moribondo, chiama i soccorsi e Alberto viene portato d’urgenza in ospedale dove viene operato per un edema in testa e adesso si trova in coma farmacologico. Secondo i primi riscontri, il docente sarebbe stato picchiato con accanimento quando era già a terra.

Secondo fonti romane, Alberto (il cui cognome non è stato rivelato per ovvie ragioni di privacy) è conosciuto per essere vicino alle battaglie per i diritti delle persone lgbt e impegnato in politica, nel Pd.

Al momento non si conosce la dinamica dell’aggressione né il movente. Si ipotizza che possa trattarsi si una rapina degenerata un un violento pestaggio, ma gli inquirenti, come sempre accade in questi casi, seguono tutte le piste possibili, inclusa quella di una brutta lite con qualcuno che il medico conosceva.

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