Professore picchiato da mamma e zio di un alunno perché gay

Prima dei problemi con i colleghi, poi l’aggressione: “A quelli come te bisogna tagliare la testa”.

Un professore di matematica, Leonardo Lo Ioco, è stato brutalmente picchiato dalla madre e lo zio di un alunno, durante un colloquio privato. L’aggressione è avvenuta in una scuola elementare di Comasina, un quartiere della periferia di Milano. Oltre alle botte, che gli avrebbero procurato una frattura del setto nasale, il professore precario di 46 anni ha anche ricevuto diversi insulti di stampo omofobo. 

Lo Ioco è omosessuale e questo non è il primo episodio di omofobia nei suoi confronti, anche se mai prima era stato aggredito fisicamente. “Mi hanno insultato in tutti i modi, mi hanno minacciato di morte, poi mi hanno preso a pugni. Sono caduto, mi hanno tirato anche calci” ha spiegato ai Carabinieri. “A quelli come te bisogna tagliare la testa” gli avrebbero urlato contro i due aggressori, oltre a diverse altre minacce di morte.

Episodi precedenti e l’aggressione

Il professore non di ruolo ha spiegato che anche prima di questa aggressione si erano registrate dei problemi con i colleghi della scuola Sorelle Agazzi in piazza Gasparri. Ma alle offese dei colleghi si era aggiunto anche un richiamo da parte della presidenza, solamente per il fatto che Lo Ioco è gay. “Una situazione vessatoria da parte di alcuni insegnanti e del preside. Il tutto a causa del mio orientamento sessuale. Mi sono sentito da sempre preso di mira” ha raccontato il professore, in quello che può definirsi un chiaro caso di mobbing. 

Sia Lo Ioco che i Carabinieri escludono un collegamento tra i problemi con gli altri professori e l’aggressione di martedì, non fosse che la causa pare essere sempre la stessa: l’omofobia. Da quanto si apprende, la madre di un ragazzo, con il quale non c’erano mai stati problemi a scuola, è andata a parlare con il professore, assieme al fratello (e zio del bambino). La donna (25 anni) e lo zio (28 anni) avrebbero accusato il professore di aver picchiato il bambino, il cui padre sta scontando una condanna in carcere. Dall’accusa è scaturita una discussione, che si è conclusa con l’aggressione vera e propria. Inulti omofobi, botte al bacino e al volto. Il professore Lo Ioco aveva espressamente richiesto al preside di non ricevere da solo i due aggressori, per paura che sarebbero potute nascere delle divergenze. L’uomo e la donna sono poi fuggiti dalla scuola, lasciando la vittima sanguinante. Poco dopo è arrivata un’ambulanza del 118 e i Carabinieri.