Progynova, rincaro del 300% sul farmaco per la terapia ormonale sostitutiva: l’attacco delle associazioni

Giuseppe Civati e Gianmarco Capogna di Possibile hanno chiesto un immediato passo indietro da parte del ministro della salute Speranza. Associazioni trans sul piede di guerra.

Dal 1° ottobre il Progynova, farmaco per la Terapia ormonale sostitutiva (Tos), è incredibilmente passato dalla Fascia A alla Fascia C, divenendo così completamente a carico dell’utente, con un rincaro di oltre il 300%. Sul piede di guerra le associazioni trans nazionali, che hanno inviato un’infuocata lettera al ministro della Salute, Roberto Speranza.

Onorevole ministro Speranza,
dal 1 ottobre alcuni farmaci per la Terapia ormonale sostitutiva (TOS), fondamentali per la salute delle persone trans e non solo, sono passati dalla Fascia A alla Fascia C, divenendo totalmente a carico dell’utente, il che ha determinato un aumento considerevole del prezzo dei farmaci. Riteniamo che queste scelte azzardate da parte di chi dovrebbe tutelare la salute pubblica, nascano da una scarsa conoscenza del percorso di affermazione di genere e di vita delle persone transgender, gender variant e non binarie.
I farmaci in questione sono fondamentali per la salute delle persone trans, che molto spesso devono assumerli per tutta la vita. Inoltre, non si considera che una grande parte della comunità trans ricade in una fascia socio-economica medio-bassa. In questo modo il costo sanitario della terapia ormonale ricade completamente su una comunità che già vede negati ripetutamente l’accesso a diversi diritti essenziali per una vita dignitosa, come quello al lavoro. Il declassamento in classe C di alcuni estrogeni fa seguito alla carenza produttiva di testosterone iniettabile utilizzato da uomini con problemi di ipoganadismo e da uomini trans, che abbiamo denunciato già mesi fa. Il reperimento e la non mutuabilità dei farmaci precedentemente citati sono tutti prodotti da una famosa multinazionale del farmaco. Ci è sempre più evidente come esista una intersezionalità nelle oppressioni che subiamo. La comunità trans si rifiuta di subire altre discriminazioni e violenze, oltretutto istituzionalizzata. Pertanto chiediamo al signor ministro di incontrare una delegazione delle sssociazioni Trans e delle/degli attiviste/I operanti sul territorio nazionale per discutere insieme le strategie migliori per tutelare la nostra salute.

Sbigottiti da tale decisione anche Giuseppe Civati e Gianmarco Capogna di Possibile, che insieme al Gruppo Trans di Bologna hanno chiesto un immediato passo indietro da parte del Ministero della Salute.

Apprendiamo del declassamento dalla fascia A a quella C del farmaco Progynova con un aumento triplicato del prezzo di vendita. Una scelta riteniamo assurda considerato il fatto che tale farmaco viene usato nelle terapie ormonali sostitutive in particolare dalle persone in transizione. La declassazione e l’aumento del costo, che in fascia C è tutto a carico del richiedente, determinano un danno grave, anche
economico, e mettono in discussione il diritto alla salute di tutte e tutti. Già negli scorsi mesi abbiamo fatto emergere, nel silenzio generale, la grave crisi sanitaria che riguardava il reperimento dei farmaci ormonali per le terapie sostitutive, che riguardano le persone in transizione ma anche altri profili di pazienti che hanno bisogno di integrare il proprio fabbisogno ormonale. Abbiamo presentato una interrogazione all’allora ministra Grillo e lanciato una petizione su Change.org che viaggia verso le 15mila sottoscrizioni. Oggi rinnoviamo le domande per il diritto universale alla salute così come garantito dalla nostra Costituzione all’articolo 32 e chiediamo un intervento del ministro Speranza per incontrare su questo tema le associazioni del mondo trans* per affrontare senza riserve il tema del reperimento e dell’accesso ai farmaci ormonali.

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