PROSCIOLTO L’AGENTE GAY

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E' stato prosciolto dal gup del tribunale di Roma, Renato Croce, l'ex agente di polizia E.D., di 33 anni, che secondo il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli...

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ROMA – E’ stato prosciolto dal gup del tribunale di Roma, Renato Croce, l’ex agente di polizia E.D., di 33 anni, che secondo il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli era stato licenziato perchè gay. Il giudice ha ritenuto insufficienti gli elementi d’accusa presentati dal pm Giuseppe De Falco che aveva chiesto il giudizio di E.D. per favoreggiamento e simulazione di reato in relazione a un’aggressione che l’imputato denunciò di aver subito nella propria abitazione da parte di due rumeni nel settembre del 2003. Per la Questura, invece, il poliziotto era stato destituito per le sue vicende penali.
Il 10 settembre del 2003, E.D., che lavorava nel reparto volanti di un commissariato di polizia, invita a casa sua, a Spinaceto, due rumeni che aveva conosciuto poco prima alla stazione Termini. La mattina successiva, viene aggredito alle spalle, con un colpo di trapano in testa che lo fa svenire, mentre apre la cassaforte per prendere le chiavi della macchina. E.D., che si risveglia con naso e mascella fratturati, denuncia il tentativo di rapina (i rumeni, fuggiti della finestra, non rubano nulla), ma gli accertamenti condotti dalla procura di Roma prendono un’altra strada. Chi indaga, infatti, scopre che l’agente amava chattare via internet e prende corpo così la pista di un gioco erotico che per un caso non è finito in tragedia. Nel marzo del 2004, E.D., per il quale il pm sollecita il processo assieme a un rumeno (tuttora irreperibile), riceve il decreto di destituzione e perde la divisa dopo dieci anni di servizio.
“Sono talmente contento che ancora non riesco a ragionare”, ha commentato E.D., dopo la decisione del giudice. “Chi ha indagato su questa vicenda, non si è comportato bene – ha aggiunto l’ex agente – anche perchè rimane oscuro chi mi abbia aggredito. Nessuno lo ha cercato. Sono felice del provvedimento del gup, ho fatto bene a credere nella magistratura”. Rimane, però, il rammarico di aver perso un lavoro che amava. “La polizia era la mia vita, mi piaceva fare l’agente. Questa vicenda mi ha distrutto. Ci vorrà del tempo prima che il Tar si pronunci sul mio licenziamento”. Soddisfatto anche il suo difensore, l’avvocato Fabio Catini secondo il quale “il gup Croce ha disposto il non luogo a procedere per il mio assistito perchè gli elementi presentati in aula dal pm non erano sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio. E sì che noi avevamo sollecitato il pm a svolgere accertamenti più approfonditi…”.
All’udienza era presente anche Francesco Paolo Del Re, del direttivo del circolo Mieli: “Noi abbiamo chiesto un incontro in Questura per avere chiarimenti su questa vicenda. Stiamo aspettando una risposta. Al di là del proscioglimento di E.D., questa storia è la dimostrazione che le persone gay che lavorano nelle forze dell’ordine e nella pubblica amministrazione non godono di alcuna tutela, perchè possono essere licenziate per motivi di discriminazione sessuale”.
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