Psicologi: “Nessuna ‘terapia riparativa’ è accettabile”

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Un comunicato dell'Ordine Nazionale degli Psicologi chiarisce come nessun professionista che rispetti il codice deontologico possa mai interferire né 'correggere' l'orientamento sessuale di qualcuno.

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Dopo le polemiche nate dal reportage del giornalista di Liberazione Davide varì (che, fingendosi gay, s’è sottoposto a una ‘terapia rparativa’), l’Ordine degli Psicologi italiani ha pubblicato sul suo sito un comunicato in cui chiarisce quale deve essere il comportamento di un professionista rispetto a questo tipo di trattamenti. 

"Lo psicologo non deroga mai ai principi del Codice Deontologico – si legge nel comunicato -: nessuna ragione né di natura culturale né di natura religiosa, di classe o economica può spingere uno psicologo a comportamenti o ad interventi professionali non conformi a tali principi". L’ordine, poi, cita un passo specifico del codice deontologico: "Lo psicologo è consapevole della responsabilità sociale derivante dal fatto che, nell’esercizio professionale, può intervenire significativamente nella vita degli altri…." e quindi "nell’esercizio della professione, lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione ed all’autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio/economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità. E’ evidente quindi che lo psicologo non può prestarsi ad alcuna ‘terapia riparativa’ dell’orientamento sessuale di una persona".

"Ringraziamo il presidente nazionale dell’ordine degli psicologi Giuseppe Luigi Palma per la sua presa di posizione che ci attendiamo venga finalmente rispettata da tutti gli psicologi italiani". E’ il commento di Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay che contoinua: "Attendiamo ora che a questo intervento segua una analoga presa di posizione da parte dell’ordine dei medici, cui fanno riferimento gli psichiatri, nelle cui fila fanno parte molti dei fanatici integralisti cattolici che continuano sui mass media italiani a sostenere l’assurda tesi della guarigione dall’omosessualità".

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