Psicologia: nuova ricerca sulle relazioni omosessuali

Dall’Università di Parma la segnalazione di una studentessa che sta preparando una tesi sulle relazioni omosessuali. Una ricerca alla quale le coppie gay e lesbiche possono contribuire direttamente.

PARMA – Dal momento che è con la conoscenza scientifica che si combattono nel migliore dei modi l’ignoranza, i pregiudizi e le credulonerie segnaliamo ai nostri lettori e alle nostre lettrici un’iniziativa in campo accademico di Simona Cagni, studentessa di psicologia all’Università di Parma. Cagni sta portando avanti un progetto di tesi sulle relazioni omosessuali, sotto la supervisione della Professoressa Laura Fruggeri e dalla Dottoressa Cristina Chiari, già note al mondo omosessuale per essersi occupate approfonditamente dell’argomento e per aver pubblicato diversi contributi al riguardo (tra i più importanti “Diverse normalità” di Laura Fruggeri e un capitolo, curato da entrambe, del libro “Gay e lesbiche in psicoterapia” di Rigliano e Graglia).

Cagni spiega che «a Parma nel 2000 è iniziato un filone di ricerche che negli ultimi anni sta riguardando soprattutto le coppie omosessuali e il loro riconoscimento sociale. È in cantiere un progetto europeo per verificare gli aspetti legislativi sul modo di fare coppia e di fare i genitori per le coppie gay e lesbiche. L’APA (American Psychological Association) nel 2005 ha stilato un documento ufficiale in cui afferma che il riconoscimento legale e istituzionale è una variabile funzionale al benessere delle persone, mentre l’Italia è ancora tra quei paesi in cui le coppie omosessuali, ma anche eterosessuali non sposate, non hanno alcun tipo di diritto. Scopo della mia tesi – continua la tesista – è di sondare alcuni aspetti del funzionamento della relazione omosessuale. Poiché il soggetto della ricerca è la coppia sto cercando coppie che stiano vivendo una significativa relazione omosessuale e che siano disponibili a compilare un questionario, del tutto anonimo, su internet. Entrambi i partner dovrebbero partecipare, compilando però separatamente il questionario. Il questionario è composto da una parte generale, che raccoglie dati socio anagrafici e informazioni sul coming out, e da due pagine web che riguardano la coppia (affettività, sessualità, tempo libero, conflitti e così via). I dati raccolti vengono utilizzati solo ai fini della ricerca. Requisito fondamentale è la partecipazione di entrambi i componenti della coppia in quanto i dati saranno utilizzabili solo quando entrambi i partner avranno compilato ognuno un questionario.»

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La Dottoressa Cristina Chiari, che co-supervisiona la ricerca, parlando in ambito più ampio spiega che a Parma è stato costituito «un gruppo di lavoro che collabora anche con Luca Pietrantoni, Margherita Graglia e Raffaele Lelleri sui temi dell’orientamento sessuale.» La Dottoressa Chiari, con la collega Laura Borghi, ha presentato un progetto per accedere ai fondi di ricerca EU del VII programma quadro, riguardante un progetto triennale, e primo in Europa, sull’effetto del riconoscimento sulle unioni e sulla genitorialità e che sarà condotto in Italia, Olanda, Spagna, Inghilterra.

Le coppie same-sex che vogliono saperne di piu’ ed eventualmente dare il loro contributo partecipando alla ricerca possono farlo cliccando qui.  

(Roberto Taddeucci)