Florida, giudice respinge causa federale intentata dai sopravvissuti al massacro del Pulse

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L'amministrazione e la polizia di Orlando non hanno avuto responsabilità nella strage del Pulse. Parola di un giudice.

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Un giudice della Florida ha respinto una causa federale avviata dai sopravvissuti e dai famigliari del massacro del Pulse.

La notte del 12 giugno 2016 Omar Mateen aprì il fuoco all’interno del club LGBT di Orlando mentre ospitava una serata latina, uccidendo 49 persone e ferendone 53.

I sopravvissuti all’attacco e i famigliari di alcuni dei ragazzi e delle ragazze che tragicamente persero la vita hanno denunciato la città di Orlando e gli agenti di polizia, accusandoli di non aver risposto adeguatamente all’attacco.

Ebbene il giudice della Corte distrettuale degli Stati Uniti, Paul Byron, ha respinto la causa, sottolineando come non siano state presentate “richieste plausibili”, oltre a non esserci state pretese legali sufficienti per portare avanti il ​​caso.

Solomon Radner, un avvocato che rappresenta i querelanti, ha dichiarato: “Siamo rispettosamente in disaccordo con la decisione del giudice Byron di respingere il caso dei nostri clienti. Questo caso riguarda la protezione dei diritti costituzionali delle vittime in una delle peggiori sparatorie di massa nella storia di questo Paese. Stiamo esplorando tutte le opzioni a disposizione per garantire che questi individui ottengano la loro chance in tribunale”.

Il Pulse diventerà un memoriale permanente contro i crimini d’odio transfobico.

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