Putin firma la legge anti gay. Scontri a San Pietroburgo

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Mentre l'Occidente scende in piazza festosamente, in Russia protestano per la firma del presidente sulla legge antigay. Scontri al Pride di San Pietroburgo.

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Il presidente russo Vladimir Putin ha promulgato la controversa legge che punisce qualsiasi atto di “propaganda” omosessuale (di fatto, anche solo il dichiararsi tali) in presenza di minori, già definita discriminatoria dai difensori dei diritti dell’uomo. In base alla legge, la «propaganda di relazioni sessuali non tradizionali davanti a minori» è punibile con una multa che va dai 4mila ai 5mila rubli (100-125 euro).

Nello stesso giorno la polizia russa ha arrestato decine di persone tra attivisti pro e anti-gay oggi a San Pietroburgo, dove si sono verificati scontri tra i due schieramenti, due settimane circa dopo che il Parlamento ha varato la legge.. Secondo gli oppositori il testo firmato da Putin – una versione nazionale di un provvedimento in vigore a San Pietroburgo -, proibisce nei fatti qualsiasi manifestazione gay e potrebbe essere sfruttata per condannare chiunque si batta per i diritti degli omosessuali.

Un centinaio di persone sono scese in piazza per protestare contro la legge e un numero equivalente di attivisti anti-gay, che hanno lanciato uova, fumogeni e pietre contro i “nemici”, ha fatto lo stesso. La polizia è intervenuta per evitare che la situazione degenerasse, e ha arrestato decine di persone.

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