Putin ‘Uomo dell’Anno’? Giudicate voi

di

Il Time, che ogni anno elegge la personalità più rappresentativa dell'anno, ha scelto il Presidente russo per il 2007. Ma gay e lesbiche del suo paese non sono...

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
2079 0

Il Time, il prestigioso magazine statunitense, ha nominato Vladimir Putin "Uomo dell’Anno" per il 2007. C’è da dire, tuttavia, che questo non per forza deve essere vissuto come un onore o un motivo di vanto.

Il Time scrive: "Per la sua capacità di leadership. Putin non è un boy scout, non è un democratico nel senso in cui si intende in occidente. Non è un metro di paragone riguardo alla libertà di parola. Per prima cosa, ha puntato sulla stabilità, stabilità prima della libertà, stabilità prima della scelta, in un paese in cui di stabilità non ce ne è stata per centinaia di anni. Che sia diventato più come l’uomo per cui suo nonno (che è stato lui stesso uomo dell’anno per due volte) aveva posto le basi, o come Pietro il

Grande, la figura storica che apprezza di più, che dimostri di essere un riformatore o un autoritario che ha riportato la Russia indietro ad un’era di repressione, sarà chiaro solo nel prossimo decennio.  Al significativo costo che le nazioni libere danno ai principi e alle idee, ha cotrapposto una straordinaria capacità di leadership nell’imporre la stabilità ad una nazione che raramente l’ha conosciuta e ha riportato la Russia di nuovo tra i paesi più potenti al mondo".

Sulla base di queste motivazioni, diamo un’occhiata a quello che le persone gay hanno dovuto subire nella Russia di Putin nel 2007.

A gennaio, il sindaco di Mosca Yuri Luzhkov bolla le persone LGBT come ‘sataniche’, giurando che un Gay Pride non si sarebbe mai svolto nella Capitale. Luzhkov dichiara: "Lo scorso anno Mosca ha subito fortissime pressioni perché venisse consentito lo svolgimento della parata gay, che non può essere definita in

nessun altro modo se non satanica. Non abbiamo permesso che avvenisse lo scorso anno e non permetteremo che avvenga in futuro… I religiosi di tutto il mondo hanno dichiarato che l’occidente ha raggiunto un punto di crisi della fede. Alcune nazioni europee consentono il matrimonio omosessuale e introducono guide al sesso nelle scuole. Queste cose sono un veleno mortale per la morale dei ragazzi."

A febbraio si sparge la notizia che le reclute dell’esercito russo sono spesso costrette alla prostituzione dai loro superiori che poi riscuotono i soldi incassati dai ragazzi. Se ne occupa la CNN.

A marzo, i sindaci di Londra, Parigi e Berlino criticano

l’atteggiamento del primo cittadino di Mosca nei confronti delle persone LGBT.

Ad aprile muore il precedente presidente russo Boris Yeltsin. La Russia di Yeltsin era forse più tollerante con i gay di quella di Putin. Allo scopo di entrare nelle grazie dei paesi occidentali e per diventare parte del Consiglio d’Europa, Yeltsin aveva depenalizzato l’omosessualità nell’aprile del 1993. La mossa, di fatto, spazzava via una legge che metteva i gay dietro le sbarre (sottoponendoli spesso a torture e a terapie correttive) fino a cinque anni, nel caso fossero stati scoperti.

A maggio, alcuni funzionari del governo supportano gli organizzatori del Gay Pride previsto per il 27 maggio a Mosca. Tuttavia il loro messaggio di sostegno viene sopraffatto dalle proteste di un comitato che avvisa che, se la manifestazione, si fosse fatta, Mosca sarebbe "annegata nel sangue dei gay". Nessun commento da Putin.

A fine maggio, gli organizzatori tentano di dare luogo alla manifestazione con il supporto di attivisti internazionali. Si conclude con l’uso della violenza da parte della polizia. In quella circostanza, tra gli altri, viene arrestato anche l’eurodeputato Marco Cappato, insieme alla parlamentare Vladimir Luxuria e al leader di GayRussia Nikolai Alexeyev. Trenta persone sono state portate in prigione per quella che era cominciata come una manifestazione pacifica per celebrare il quattordicesimo anniversario della depenalizzazione dell’omosessualità in Russia. Non appena la manifestazione iniza, un gruppo composto da fanatici nazionalisti e membri della Chiesa ultra Ortodossa russa si scaglia violentemente contro i manifestanti che vengono arrestati mentre gli aggressori restano a piede libero.

Leggi   Dal Libro di Rut nella Bibbia ebraica, la storia lesbo delle Scritture

A giugno, gruppi di giovani ortodossi cominciano a pattugliare i luoghi noti di cruising gay a Mosca, nel tentativo di impedire ai gay di incontrarsi fra loro. I pattugliamenti vengono interpretati come la prova del nove di un più ampio estremismo nazionalista.

Alla fine di giugno, attivisti gay vengono arrestati durante una

manifestazione autorizzata fuori dagli uffici dell’Unione Europea a Mosca. I manifestanti volevano chiedere all’UE di vietare al sindaco di Mosca di viaggiare a causa delle violazioni dei diritti umani commesse ai danni delle persone LGBT. La polizia usa violenza in maniera ingiustificata nell’arrestare gli attivisti.

A luglio, una festa viene bloccata momentaneamente dalla polizia paramilitare.

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...