Quebec: preti canadesi contro l’omofobia vaticana

Un gruppo di preti canadesi critica pubblicamente la politica adottata di recente dal Vaticano che esclude le persone con tendenze omosessuali dall’accesso agli ordini sacri.

MONTREAL – Un gruppo di preti canadesi di diverse diocesi del Quebec ha espresso pubblicamente il proprio forte dissenso contro la politica del Vaticano di non consentire alle persone omosessuali l’ammissione al seminario e agli ordini sacri. In una lettera aperta pubblicata dal quotidiano della capitale del Quebec La Presse i prelati condannano anche la visione vaticana secondo la quale le persone omosessuali sarebbero “intrinsecamente disordinate” e contrarie alla “legge naturale”. Nella lettera si invita ad un nuovo dialogo su queste tematiche all’interno della Chiesa stessa, constatando come sia senza senso l’impedire ad un omosessuale che si impegna ad essere devoto e casto di poter diventare un prete. La lunga missiva inoltre rigetta anche le conclusioni della Conferenza dei Vescovi Canadesi comunicate al parlamento di quel paese per opporsi alla recente legge che permette il matrimonio tra coppie dello stesso sesso, e sostiene che con questo atteggiamento la Chiesa Cattolica contribuisce in modo sostanziale alla diffusione dell’omofobia.

Nell’Istruzione redatta nel 2005 dalla Congregazione per l’educazione cattolica e controfirmata da Joseph Ratzinger si stabilisce che la Chiesa non può ammettere al Seminario e agli Ordini sacri quelle persone che “presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay.” Nel documento si sostiene che queste persone si troverebbero “in una situazione che ostacola gravemente un corretto relazionarsi con uomini e donne” e che la loro ordinazione potrebbe avere non meglio specificate “conseguenze negative”. Stando a quanto riportato dagli organi di stampa canadesi le autorità ecclesiastiche sia in Canada che in Vaticano non hanno voluto commentare pubblicamente la diffusione della lettera di protesta, ne le accuse in essa contenute di fomentare l’omofobia, ovvero l’odio verso gay e lesbiche.

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Giusto la scorsa settimana a Roma, alla Pontificia Università Lateranense, si è tenuto un seminario sulla “questione omosessuale” nel quale si criticava apertamente quel concetto di “astratta uguaglianza” che nella “nostra società cerca di rendere tutte le posizioni umani equivalenti, fino a considerare l’omosessualità come un fatto normale”. Il fenomeno omosessuale veniva definito “inquietante” e negativamente erano anche considerati i progetti legislativi volti a dare garanzie giuridiche alle coppie composte tra persone dello stesso sesso.