Queer Olympix: Istanbul blocca l’evento sportivo per ‘sensibilità sociali’

Dovevano partecipare 130 atleti, ma per motivi di ordine pubblico e prevenire scontri, è stato bloccato.

Per la terza volta, Istanbul ha interrotto i Queer Olympix, l’evento sportivo che avrebbe radunato nella città oltre 130 atleti. Secondo le autorità, degli eventi sportivi come il salto in lungo, il calcio e il beach volley potrebbero creare disordini, scontri e urtare le diverse “sensibilità sociali“. In realtà, per tutti e tre le volte, la causa di tale chiusura era sempre la stessa: l’evento è LGBT+. Una decisione presa all’improvviso, senza dare il tempo di organizzarsi per trovare un modo per non annullare l’incontro.

All’AFP, uno degli organizzatori dell’evento Elif Kaya, ha spiegato:

Ci è stato detto che non abbiamo il permesso per il nostro evento. Abbiamo visto la polizia e due cannoni ad acqua. Le autorità sembrano averci informato del divieto all’ultimo momento, quindi non possiamo fare appello. 

Motivazione ufficiale: prevenire crimini d’odio, ma anche per proteggere la “moralità pubblica”. A comunicarlo, anche la squadra di calcio Atletik Dildao:

Stamattina, abbiamo appreso che il nostro evento Queer Olympix, che è stato programmato per questo fine settimana (24-25 agosto), è stato bandito dal governatorato distrettuale di Kadıköy come precauzione contro le provocazioni che potrebbero verificarsi a causa della sensibilità sociale. Il motivo indicato è prevenire possibili crimini; per proteggere la salute pubblica, l’ordine pubblico e la moralità pubblica in conformità con la legge n. 2911, atto 17.

La tattica per impedire ricorsi e proteste ai Queer Olympix

Essendo un evento organizzato ogni anno, le autorità avevano tutto il tempo per bloccare l’incontro nel corso dell’anno, invece hanno aspettato proprio la giornata dell’evento. In questo modo, gli organizzatori non hanno nemmeno potuto fare ricorso, nella speranza che un giudice ribalti la situazione e autorizzasse l’evento sportivo. 

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I partecipanti e il pubblico, arrivato a Istanbul, sono stati accolti dagli agenti di Polizia in tenuta anti sommossa, e sono stati allontanati dal luogo dell’incontro. La tattica delle autorità ha solo un obiettivo: rendere invisibile la comunità LGBT+, bloccando ogni evento dedicato, anche se si tratta semplicemente di sport. Sui social, alcuni atleti che dovevano partecipare ironizzano sulla situazione:

Abbiamo imparato che se facciamo un salto in lungo, questo minaccia la salute pubblica, l’ordine pubblico e la moralità pubblica.

Ma questo è solo l’ultimo atto di repressione. Istanbul puntualmente vieta anche la marcia del pride, lo fa ormai da 5 anni. L’ultima parata non autorizzata della città è avvenuta questo luglio: è durata 40 minuti prima di essere bloccata dagli agenti, che sono ricorsi a gas lacrimogeni e arresti pur di fermare i manifestanti.