Quel locale a base di sesso e droga

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Pubblichiamo la segnalazione di un lettore che si dice turbato dalla quantità di droga che ha visto girare in un club di Milano. Quanto è diffuso il fenomeno?...

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Gentile redazione, le scrivo dopo qualche settimana dai fatti. Confesso di non averlo fatto subito perché non pienamente convinto che rendere pubblico quello che vi sto per raccontare potesse giovare alla nostra comunità gay, già così tanto bistrattata dai politici, e tropopo spesso da noi stessi. Alla fine ho sentito di doverlo fare: perché quello che ho visto non mi fa stare bene. E vengo ai fatti.

Circa un mese fa mi sono recato per la prima volta in un locale di Milano. Ero andato in quella città con amici per ballare, stare in compagnia e divertirmi, non lo nego, anche sessualmente. Dopo essere andato in posti che già conoscevo ho deciso di finire la serata in un locale nel quale non ero mai stato ma che tutti mi descrivevano come "molto divertente". Si trattava di un cruising, cioè un posto dove trovare esattamente quel tipo di divertimento. Appena mi sono messo a "esplorare" il posto ho notato subito che era in corso un naked party, cioè una festa in cui per entrare ti dovevi spogliare completamente. Non mi era mai capitato, almeno qua in Italia, e quindi ne sono rimasto piacevolmente sorpreso.

In tanti usano uno spray, del tutto simile a un normale deodoranteMa non appena mi metto a girare per i corridoi, i camerini e le dark qualcosa inizia a non tornarmi. Vedo gente che dorme sui divanini e che probabilmente non si sveglierebbe neanche con le cannonate visto la musica altissima. Mi chiedo come facciano. Vedo persone che al posto del preservativo, legato ai polsi e tenuto dalla chiavina dell’armadietto, tengono il popper. Tutti ce l’hanno e quindi lo usano. Vabbè. Io ho smesso un po’ di tempo fa impaurito dopo aver letto i danni che causa al cervello.

Non finisce qua. Continuo a girare e noto che fra un’orgia e quell’altra (scusate i termini da è inutile nascondere quello che succede nei cruising) in tanti usano uno spray, del tutto simile a un normale deodorante. Spruzzano il liquido su un foglietto che poi si mettono in bocca. Vedo qualcuno che si impasticca in bagno, con la porta aperta.

Nessuno sta usando il preservativo.

Uno mi ha offerto una striscia di coca. L’ho fatto con ancora in corpo l’alcol del locale precedente.

Sono andato via di là pensando a quello che avevo visto e fatto. Avevo capito che le vecchie canne non vanno di moda. Ok. Ma non mi era ancora del tutto chiaro cosa fosse quello spray e ancora non so di cosa si trattasse. All’ingresso, però, ho letto che era vietato usare una droga che si chiama ghb. Su internet leggo che la chiamano "la droga dello stupro" perché la assumi e sei disinibito come non mai. Peccato per gli effetti collaterali che sono devastanti.

E adesso capisco come alcuni potessero dormire come angioletti nonostante il frastuono.

di Dai lettori

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