«Questa volta non è colpa dei cattolici»

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Le voci di chi sa davvero cosa c'è dietro al papocchio sull'omofobia la dicono lunga sulla nostra classe politica. Ma c'è una soluzione.

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AGGIORNAMENTO DELLE ORE 16.28

Pare ci sia una soluzione al "papocchio" della prima legge italiana contro l’omofobia. Come giustamente ci ha fatto rilevare il Sen. Giampaolo Silvestri (Verdi), il presunto errore era gia’ stato notificato al Governo prima della votazione e reso esplicito in Aula dalla dichiarazione di voto che la sen. Maria Luisa Boccia ha fatto a nome dei gruppi Verdi-PdCI, Rifondazione Comunista e Sinistra democratica. E quindi è già agli atti parlamentari: il testo definitivo della legge può quindi essere corretto in sede di pubblicazione, trattandosi di errore materiale e noto.

TESTO ORIGINALE DELL’ARTICOLO

Dicono i rumors romani che Rifondazione Comunista aveva la necessità di rendere il decreto sui rumeni invotabile dal centro-destra: un voto favorevole di Berlusconi and co. su un provvedimento mal digerito dal popolo della sinistra radicale avrebbe infatti messo in crisi i dirigenti di Rifondazione, in giorni cruciali come quelli della nascita della "cosa rossa".

È per questo motivo che Rifondazione ha imposto al governo di inserire nel provvedimento l’emendamento sull’omofobia: perché sapevano che il centro-destra – che sui temi del rispetto dell’orientamento sessuale è più vicino a Teheran che alle capitali europee – non avrebbe a quel punto potuto votare il provvedimento.

Ancora una volta, quindi, i nostri temi – come già sulle unioni civili – sono stati usati dalla politica italiana per dividere, per caratterizzarsi, e non vengono assunti come quotidiana prassi di governo. Ce n’è davvero per tutti: per la sinistra radicale, per il PD assai timido su questi temi, e per il centro-destra nostrano. Nessuno escluso.

In questo caso però c’è pure una aggravante.

Ok, il provvedimento è passato al Senato. Arcigay esulta, i nostri parlamentari pure. Ma c’è un "ma": Giovanni Russo Spena, che dicono abbia scritto l’emendamento, ha frettolosamente indicato l’articolo del Trattato di Amsterdam sbagliato… con la conseguenza che il provvedimento che il Senato ha approvato è inapplicabile da qualsiasi giudice e che quindi la vittoria, se c’è stata, è di Pirro.

Un bel papocchio, insomma. In questo caso dovuto alla solita cialtroneria della nostra classe politica più che ai cattolici integralisti, cui è sempre semplice dare la colpa…

di Penna Rosa

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