QUESTO PRIDE S’HA DA FARE

Padova, il consiglio provinciale vuol far spostare la data del Pride. Ma Arcigay non ci sta e organizza l’evento, chiama la Littizzetto per l’inaugurazione, chiede il Palasport per la festa finale.

PADOVA – Il Consiglio Provinciale di Padova ha ridimensionato, nella riunione di lunedì scorso, i termini della mozione con la quale intendeva costringere gli organizzatori del Pride 2002 a spostarne la data. Un folto gruppo di rappresentanti della comunità omosessuale locale è intervenuto durante il dibattito, suscitando l’imbarazzata reazione dei sostenitori della mozione, che si sono visti costretti a rivederne i toni.

Era la sera di lunedì 15 aprile, quando il Consiglio Provinciale si apprestava a mettere ai voti una mozione, che doveva già essere discussa alcune settimane fa: scopo della mozione, spostare la manifestazione nazionale dell’orgoglio omosessuale, prevista per l’8 giugno nel capoluogo veneto, data giudicata troppo prossima alla festa del Santo del 13 dello stesso mese. Il testo definiva la manifestazione una "esibizione folcloristica" che può scadere in "atteggiamenti di bizzarra e provocatoria volgarità" di una comunità che "dimostra di essere ancora, interiormente, in una condizione di inferiorità". Alla riunione si sono però presentati alcuni rappresentanti del locale circolo Arcigay, indossando vistosi triangoli rosa cuciti sugli abiti (quei triangoli con cui i nazisti identificavano gli omosessuali nei campi di sterminio) e hanno inscenato una protesta. La maggioranza ha reagito con imbarazzo evidente: il primo firmatario della mozione ha letto il testo sottovoce, quindi il presidente, mentre l’opposizione chiedeva il ritiro della mozione, ha convocato i capigruppo per discutere una modifica del testo. Spariscono così le accuse di "narcisismo esibizionista", o di "bizzarra e provocatoria volgarità" rivolte a chi sfila per i diritti delle persone omosessuali, ma rimane l’auspicio che il comitato organizzatore sposti la manifestazione ad altra data.

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L’intervento del presidente è avvenuto anche perché i Popolari all’opposizione avevano assicurato che avrebbero votato la mozione, se fossero stati eliminati i riferimenti a giudizi sul Pride. E così è stato: la mozione, nella quale si chiede un incontro con gli organizzatori per invitarli a rinviare la manifestazione, è passata con i soli voti contrari dei quattro consiglieri DS.

Ora la palla passa a Alessandro Zan (foto) e Giovanna Camertoni che, in qualità di portavoce del Coordinamento circoli del Nord Est organizzatore del Pride, incontreranno i capigruppo del Consiglio Provinciale lunedì prossimo. E a loro spiegheranno, per l’ennesima volta, i motivi per cui non intendono spostare la manifestazione ad altra data.

I gay non gridano alla vittoria: la modifica al testo della mozione è stata, per Alessandro Zan, "strumentalizzata dalla maggioranza per portare avanti la campagna con la quale intendono far spostare la data del Pride". Secondo Zan, la mozione è un "atto dovuto" della maggioranza che ha portato avanti la campagna, nel quale si continua a ravvisare "una mancanza di laicità" fuori luogo, visto che "persino la Curia non ha avanzato alcuna critica, anzi il Vescovo ha espresso la sua solidarietà dopo gli attentati alle sedi Arcigay di Padova". A conferma di ciò, Telechiara, l’emittente della diocesi padovana, dedica una puntata di Settima, rubrica settimanale di attualità, al tema dell’omosessualità. Il programma di giovedì 18, ore 21 (repliche: venerdì 20 h. 9 e domenica 21 h. 22), sarà incentrato su "Omosessuali: quanto diversi, quanto integrati?". In studio con Gabriele Pedrin, curatore della trasmissione, ci saranno Alessandro Zan, presidente di Arcigay Padova e portavoce del PadovaPride2002, Elena De Rigo, rappresentante veneto dell’AGEDO (Associazione genitori e amici di omosessuali), Toni Grossi, giornalista, e Camillo De Biasi, presidente del forum delle Associazioni famiglie del Veneto.

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Persino col Comune di Padova si è giunti a posizione più concilianti: "il Sindaco ha ricevuto la nostra richiesta di patrocinio, e ha risposto, pur non parlando di patrocinio, assicurando che il Comune si impegna a garantire con Questura e Polizia Municipale un buon svolgimento della manifestazione. Ora vedremo se anche le sedi che abbiamo chiesto ci verranno concesse".

Gli organizzatori hanno infatti chiesto di poter svolgere la festa finale nella grande struttura del Palazzetto dello Sport comunale, ma sono stati richiesti anche alcuni palchi per le manifestazioni all’aperto: Luciana Littizzetto inaugurerà il Pride, quando si svolgerà anche una rassegna di cabaret presentata dalla Pina di Radio Dj; sempre all’aperto si svolgerà lo spettacolo teatrale "Bent" per la regia di Ennio Trinelli, mentre il finale dal palco, dopo i discorsi (che quest’anno, garantiscono gli organizzatori, saranno brevissimi) sarà affidato a Alessandro Fullin e Clelia Sedda con il loro "Varie Età".