"DIO SA CHE SONO GAY"

Stati Uniti, continua la ‘cacciata’ dei preti gay. Ma dalla Metropolitan Community Churches, congregazione cattolica rivolta a fedeli gay, si alza una voce contro. – S. Giannoni, in PRIMO PIANO

NEW YORK – Continua ad allargarsi a macchia d’olio la serie delle notizie sugli scandali legati agli abusi sessuali sui minori da parte dei preti cattolici negli Stati Uniti. Scandali che hanno portato l’attenzione della Chiesa di Roma sui preti gay, proprio perchè l’età delle vittime le includeva non più nella categoria dei bambini (in questo caso si sarebbe trattato di pedofilia), ma in quella degli adolescenti, e da qui la condanna dell’omosessualità da parte della Chiesa cattolica come un disordine della persona. L’ultima notizia – fino a questo momento – uscita sui giornali americani, è quella intitolata dal New York Times: La storia dell’abuso da parte di un Pastore gay sciocca una cittadina del South Dakota".

Una vicenda che risale a tredici anni fa quanto il prete cattolico, gay, James A. Forsythe si dichiarò colpevole di abusi sessuali su un ragazzino di quindici anni. Fu condannato a 120 giorni di carcere per reati minori. Uscito dalla prigione si rifugiò nella Metropolitan Community Churches- una congregazione religiosa rivolta a fedeli gay -, diventandone, poi, Reverendo.

"Siamo fortemente intolleranti contro gli abusi sessuali sui bambini – ammette il portavoce della Metropolitan Community Churches, Jim Birkitt – ma siamo anche una Chiesa della seconda possibilità. Abbiamo voluto dare a Forsythe un’altra chance". E, la scorsa settimana il quotidiano The Kansas City Star aveva riportato alla luce questa vicenda di violenza – ripresa poi dal quotidiano newyorkese -, mettendo la MCC sotto la luce dei riflettori, e schioccando la piccola e conservatrice cittadina di Rapid City che era venuta così a conoscenza dell’esistenza di una Chiesa rivolta a un pubblico fatto di gay, lesbiche e transessuali. E in questo clima di caccia alle streghe verso i preti gay negli Usa da parte della Chiesa di Roma, la paura da parte della polizia di Rapid City che questa vicenda possa portare ad episodi di intolleranza della cittadinanza non solo verso Forsythe, ma anche verso gli altri membri e i fedeli della congregazione religiosa.

Fondata nel 1968 da Troy D. Perry (foto) nel salotto del suo appartamento di Los Angeles insieme ad altre 12 persone, la MCC conta oggigiorno oltre cinquantamila membri per circa un milione di fedeli sparsi in 22 paesi.

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Nell’autobiografia "Il Signore è mio pastore e Lui sa che sono gay", Perry ripercorre la sua vita dal momento della sua vocazione in Florida all’età di 13 anni. Descrive con franchezza, alle volte con ansia, la scoperta del suo orientamento sessuale, il divorzio, l’allontanamento dai figli, la perdita del ministero nella Chiesa Battista, il tentativo di suicidio e la "riscoperta" della sua vocazione seguita alla nascita della Metropolitan Community Churches. "Quando la MCC iniziò la sua attività – ci dice Perry – la gente diceva che eravamo una chiesa di omosessuali. Ma noi siamo una Chiesa che ha come punto di partenza l’esistenza di Gesù Cristo, i diritti dei gay sono solo una parte, anche se importantissima del nostro credo perchè vogliamo portare la libertà là dove c’è oppressione. Io lotto per far cambiare quelle leggi che possano essere discriminatorie, lotto per l’eguaglianza, lotto perchè in America possano un giorno avverarsi quei desideri per cui mi batto. Sono un veterano del Vietnam, e vorrei che i gay e le lesbiche dichiarate possano fare liberamante il militare. Proprio dopo l’11 settembre incoraggiai il presidente Bush a emettere un ordine esecutivo per cui venisse sospeso questo divieto. è buffo, ma ogni volta che gli Usa sono in guerra ci vogliono, quando la guerra è finita non ci vogliono più. Convivo con un uomo da 16 anni e vorrei un giorno poterlo sposare. Questi sono solo due esempi di quei diritti che un giorno spererei di vedere attuati".

Il Reverendo Perry è divenuto nel corso degli anni uno dei massimi leader spirituali riconosciuti internazionalmente e uno degli attivisti più importanti per il riconoscimento dei diritti dei gay, delle lesbiche e dei transessuali. Ricevuto più volte alla Casa Bianca dai presidenti Jimmy Carter e Bill Clinton, è stato uno degli esponenti di spicco della Millennium March che si tenne il 30 Aprile 2000 a Washington. Occasione in cui invitò i 750mila partecipanti a credere che Dio – il Dio dell’universo – ci ama per quello che siamo.

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La Metropolitan Community Churches gioca un ruolo importante nel trovare uno sfogo ai bisogni spirituali non solo degli omosessuali, ma anche dei bisessuali, di tutto il mondo. Per tutti coloro che sono cresciuti in un clima religioso in cui l’omosessualità veniva associata a un qualcosa di vergognoso e di colpevole. L’opportunità, quindi, di esplorare un’esperienza spirituale che affermi chi siamo come individui. Una Chiesa che, malgrado tutto, trova grandi verità nella tradizione religiosa. Quella tradizione che si tramanda attraverso al Bibbia nella quale per Perry e i suoi "discepoli" non esiste alcuna condanna all’omosessualità. Da qui la certezza che i gay e le lesbiche siano completamente amati e accettati da Dio. Proprio perchè Dio ci ha dato la possibilità di legarci sentimentalmente a qualcun altro e questo è il contesto della nostra sessualità. La nostra naturale capacità di esprimerci sessualmente- – eterossessuale o omosessuale che sia – ci è data grazie alla nostra capacità di relazionarci amondosi.

di Sebastiano Giannoni – da New York