"VIOLENZA NO, PRIDE NEMMENO"

Attentato a Padova: le destre non "mollano"

No al vandalismo e alla violenza, ma evitiamo il Pride a Padova. I giovani di An, pur condannando l’attentato nel quale è stata danneggiata la sede del circolo Arcigay di Padova, riconfermano la loro totale opposizione al Pride padovano: «Esprimiamo piena solidarietà a chi ha subìto un simile atto di violenza» dice Enrico Pavanetto, presidente di Azione Giovani «la nostra condanna rispetto alle scritte ingiuriose e alla manomissione delle serrature è durissima. Non è così che si raggiungono i risultati sperati. Ciò non significa che i giovani di Alleanza Nazionale abbiano cambiato idea rispetto al Gay Pride in programma a Padova nella prima metà di giugno».

«La ritieniamo una forzatura» insiste Pavanetto «diciamo sì alla libertà di manifestare, no alle provocazioni. E la settimana omosessuale organizzata nella tredicina di Sant’Antonio non può essere definito altrimenti».

Per questo motivo Azione Giovani ha promosso, una decina di giorni fa, una petizione popolare in cui si chiede alla cittadinanza una firma a sostengo della regolamentazione delle manifestazioni pubbliche che coinvolgono il movimento gay. «Siamo già a settecento adesioni» afferma il dirigente di Ag «vogliamo solo evitare il ripetersi di episodi di denigrazione e oscenità, garantendo l’armonia e la convivenza civile nel rispetto di problematiche che riguardano la sfera individuale e privata».

Sull’iniziativa, Titti De Simone aveva già presentato una interrogazione parlamentare alla quale il ministro Scajola aveva risposto in maniera elusiva, affermando che fossero in corso trattative con l’amministrazione comunale (cosa non vera) e esprimendo dubbi sulla opportunità di far svolgere la manifestazione in concomitanza con la tredicina di Sant’Antonio. Intanto, Franco Grillini e Piero Ruzzante, deputati Ds, hanno presentato una interrogazione parlamentare su questo episodio di vandalismo che ha colpito la sede Arcigay di Padova, in cui si chiede: «quali iniziative intenda adottare per garantire la sicurezza delle sedi e degli organizzatori della manifestazione dell’8 giugno; se non ritenga di chiedere all’Amministrazione cittadina che si pronunci con una netta condanna di questi attentati e si impegni nel contempo a garantire gli spazi di agibilità democratica per la manifestazione stessa anche attraverso la concessione del patrocinio; di incontrare il coordinamento organizzatore del Padova pride»

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Da parte della destra cittadina continuano ad arrivare segnali non troppo positivi: Vittoriano Mazzon, coordinatore di Forza Italia condanna il raid compiuto contro il circolo Arcigay Tralaltro a Padova («E’ molto grave quando il dialogo viene sostituito da fatti gravi e violenti») ma, quale antidoto all’intolleranza, invita senza mezzi termini il movimento omosessuale a cambiare destinazione. «Ero e resto contrario all’ipotesi del Gay Pride a Padova» insiste «e avevo già previsto problemi del genere: manifestazioni di questo tipo comportano una grande dose di tensione mentre questa città ha bisogno di tranquillità».

«Non esiste alcun tipo di pregiudizio» aggiunge ancora Mazzon «il diritto di manifestare è sacrosanto e nessuno intende demonizzare il Pride. Però ci sono ragioni di opportunità: meglio evitare l’occasione di disordini, Padova ha già pagato un prezzo altissimo agli scontri di piazza».

Il sindaco di centro-destra della città del santo, Giustina Destro, reagisce all’attentato con parole di condanna: «Noi condanniamo il gesto violento e solidarizziamo con il movimento gay – afferma – impegnandoci fin d’ora a garantire lo svolgimento del Pride in condizioni di assoluta sicurezza». Ma anche il sindaco non desidera fornire l’appoggio del comune alla manifestazione rpevista per l’8 giugno: «non esistono le condizioni per un patrocinio istituzionale dell’evento: si tratta di una valutazione pacata che non scalfisce il diritto costituzionale di manifestare in libertà».

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Piena solidarietà al circolo gay Tralaltro giunge invece dall’Associazione per la Pace: «Riteniamo questo episodio un atto gravissimo perché lede la libertà e il diritto di esprimere, in piena autonomia e rispetto, le proprie idee e le proprie condizioni di vita» afferma la portavoce Gianna Benucci «e chi, in questi mesi, ha "tuonato" contro le associazioni gay e lesbiche che stanno preparando il Pride, dovrebbero vergognarsi profondamente per aver, ancora una volta, istigato all’odio razziale».

«Un mondo diverso è possibile solo se sapremo superare queste discriminazioni» conclude la Benucci. L’Associazione per la Pace parteciperà al Padova Pride 2002 e invita le associazioni laiche e religiose a dare la loro adesione.

Anche i gruppi omosessuali Drasticamente e Glo di Padova, Pink di Verona e Dedalo di Venezia esprimono la loro amarezza: «I responsabili di questo gesto – scrivono in un comunicato congiunto – certamente si sentono a proprio agio e probabilmente ben rappresentati in una città il cui assessore all’ordine pubblico promuove una campagna di firme per limitare il diritto costituzionale a manifestare per le persone omosessuali e transessuali».