Ragazzo gay e fratello aggrediti dal branco: ‘sembrava ci stessero dando la caccia’

Trauma cranico, costole rotte, occhi neri, labbra spaccate. Una violenza inaudita.

Erano assettai da sangue, erano animali“. Queste le parole di Joshua, un ragazzo gay 21enne, che è stato aggredito assieme al fratello, da un branco di 10 persone. Non si tratta dell’ennesima aggressione omofoba, bensì di una vera e propria caccia all’uomo. In questo caso, al gay. Il fatto è accaduto nello stato del Queensland, in Australia. Prima, i due ragazzi sono stati aggrediti verbalmente in autobus, la mattina di martedì 17 settembre. Oltre agli insulti, il branco non si è avvicinato, e gli omofobi se ne sono andati come se nulla fosse.

Più tardi, lo stesso gruppo hanno ritrovato i due fratelli al centro commerciale Coomera Westfield. Il particolare preoccupante, era che sembrava che il branco gli stesse dando la caccia. Questa volta, i 10 si sono avvicinati e hanno ripreso a insultarli, chiamando Joshua, il ragazzo gay, “f*ttuto fr*cio” e con altre frasi ingiuriose. Poi sono iniziate le botte. Una violenza inaudita, che rendeva quelle persone degli animali assettai di sangue, come ha appunto riportato una delle vittime.

Joshua, il ragazzo gay, si sente in colpa per la sua omosessualità

Entrambi gli occhi neri a causa dei pugni ricevuti, due costole rotte. Questa la prognosi di Joshua. Costole fratturate e labbro spaccato per il fratello, di soli 16 anni. L’attacco è durato pochi minuti, ma il gruppo di omofobi si è accanito sui due ragazzi con un’aggressività fuori da ogni limite. L’aggressione è stata fermata dagli uomini della sicurezza, che sono intervenuti poco dopo ma non sono riusciti a bloccare i responsabili. Hanno poi chiamato un’ambulanza che ha trasportato i fratelli in ospedale. 

Stavano calpestando la mia testa, stavano calpestando la testa di mio fratello. Ci stavano prendendo a pugni, ci stavano prendendo a calci, eravamo entrambi a terra. Non siamo riusciti a difenderci.

La testimonianza di Joshua descrive l’odio e la cattiveria del branco, che hanno traumatizzato il ragazzo. Quando sono stati assaliti, non hanno nemmeno avuto il tempo di alzarsi e difendersi. Il gruppo era lì con l’obiettivo di trovarli e picchiarli. Joshua, ora, è un ragazzo gay che ha paura di tornare nel Queensland, perché ha paura che possa capitare nuovamente. Joshua ha affermato che quasi si vergognava di essere omosessuale, perché ha messo in pericolo anche la vita del fratello minore.