Ragazzo si suicida dopo l’outing e l’omofobia sui social media

Un crudele atto di cyberbullismo, concluso nel più tragico dei modi.

Cyberbullismo omofobico. Questo ha provocato la morte di un ragazzo di soli 16 anni nel Tennessee. E’ successo qualche settimana fa, dopo che erano stati pubblicati alcuni screenshot su Instagram e Snapchat. Le immagini erano screen di una conversazione tra Channing Smith (la vittima) e un altro ragazzo della sua scuola. I messaggi che si scambiavano erano espliciti e si parlava di omosessualità. Un outing in piena regola.

Channing frequentava la High School della Coffee County Central di Manchester (Tennessee), non aveva fatto coming out, ma da tempo era nel mirino dei bulli che lo insultavano dicendogli che parlava come una ragazza. A peggiorare la situazione, il fatto di abitare in una piccola cittadina di provincia, molto conservatrice e fortemente bigotta. Insomma, la classica persona che non accetta chi non si conforma a una società etero-normativa e che conosce solamente la visione dell’omosessuale stereotipato. Non un buon posto dove vivere, per un adolescente gay.

L’outing e la disperazione del ragazzo

Da quanto hanno raccontato il fratello di Channing, Joshua Smith, e Hailey Meister, la ragazza di Channing, il 16enne avrebbe scoperto una domenica sera di settembre le immagine della sua conversazione con il ragazzo. Ha quindi iniziato a chiamare alcuni compagni di classe, cercando di spiegare che si trattava di un malinteso. Hailey e Chaning avevano iniziato una relazione da un mese, e ha confermato che i messaggi erano vecchi, e che al momento non si stava sentendo con nessun ragazzo. Chi ha pubblicato quei messaggi voleva umiliarlo.

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Joshua invece racconta che la notte del suicidio, erano tutti a casa. Il padre si era svegliato di notte, e notando che la luce era ancora accesa nella stanza di Channing, è andato a controllare se stava bene. Purtroppo, non era così.

Le indagini e la reazione della scuola

Joshua e suo padre sono rimasti sotto shock per giorni. Poi, hanno iniziato a seguire le indagini della Polizia, che però non sembrava interessarsi al caso. Non hanno sequestrato i cellulari dei ragazzi, a dire degli inquirenti perché non aveva abbastanza risorse per bypassare i codici di accesso ai dispositivi. Oltre a questo, il procuratore distrettuale della contea, Craig Northcott, che stava seguendo il caso, era noto per aver detto che secondo lui le persone LGBT non dovevano avere la stessa tutela degli etero.

Critiche anche verso la scuola e il suo preside. Nemmeno un annuncio sul sito web della scuola o sulle pagine Facebook. I dirigenti scolastici non hanno commentato il fatto. Non è stato organizzato un incontro per parlare del bullismo e non sono stati messi a disposizione dei psicologi per chi ne avesse bisogno. In risposta alle critiche, il preside aveva invece detto che era stato fatto un annuncio il giorno dopo il suicidio di Channing, e che alcuni specialisti erano a disposizione per parlare. Non aveva rilasciato altre dichiarazioni.

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Solo gli studenti hanno dimostrato il loro appoggio, facendo uno sciopero il venerdì della settimana seguente, indossando delle magliette multicolore e esponendo cartelli con frasi in ricordo del ragazzo gay suicida. In suo onore, era stata aperta anche una pagina Facebook, chiamata Justice for Channing.

La reazione della famiglia

La famiglia Smith ha già annunciato che non denuncerà il responsabile dell’outing, ma vuole che si prenda la responsabilità del suo gesto. Non ha mai voluto rilasciare dichiarazioni, e non si sa se andrà comunque a processo. Secondo il Daily Mail, avrebbe pubblicato la conversazione tra i ragazzi a seguito di una discussione.

Il fratello di Channing ha detto che in famiglia non sapeva nessuno della sua omosessualità. M anche se erano molto conservatori, non lo avrebbero mai e poi mai rifiutato. Sarebbe stato difficile, ammette, ma sarebbe comunque stato un membro della famiglia.