Il ragazzo ‘non si guarda intorno in modo effeminato’: il giudice non crede sia gay e non concede l’asilo

Se anche un giudice ragiona per stereotipi, come può prendere una giusta decisione?

Ragionare per stereotipi non è mai un bene. Sopratutto se si parla di omosessualità, perché in quel caso una persona può rischiare anche la vita. E’ quanto potrebbe succedere a un ragazzo nel Regno Unito, il quale per il giudice “non aveva un comportamento gay e non si guardava attorno in modo effemminato“. Per questo motivo il giudice dell’immigrazione ha detto no, questo ragazzo finge di essere gay. Di conseguenza, niente asilo politico. E il ragazzo ora rischia di tornare al suo Paese. Se la sua omosessualità venisse scoperta, potrebbe rischiare di essere arrestato, o addirittura ucciso.

A denunciare il fatto è la legale del ragazzo, Rehana Popal, che si dice sbalordita e disgustata dalla decisione del giudice. E non solo per il suo ragionamento condizionato solamente dagli stereotipi, ma anche per come ha tentato di giustificare la sua decisione:

sulla scena gay i giovani sono molto apprezzati.

Invece, questo non ha avuto partner diversi, non è effemminato, non si gira ad ammirare gli uomini che passano. Quindi è etero, ma mente per ottenere l’asilo politico e rimanere in Regno Unito. Sconcertata anche Leila Zadeh, ovvero la direttrice del gruppo di immigrazione gay e lesbiche del Regno Unito (UKLGIG), la quale ha affermato:

Purtroppo questa non è l’unica volta in cui abbiamo visto un giudice prendere una decisione basata su stereotipi. Ci sono altre determinazioni che contengono commenti su come le donne lesbiche hanno scelto di acconciarsi i capelli o giudici che non credono all’orientamento sessuale dei richiedenti asilo perché non hanno avuto più partner sessuali.

Spesso il giudice non riconosce l’asilo politico a persone LGBT

Leila Zadeh spiega anche che proprio per gli stereotipi molti rifugiati LGBT preferiscono nascondere la loro omosessualità per non essere discriminati, rischiando però così di non ottenere lo status di rifugiato. 

I dati raccolti nel 2017 indicano poi che solamente il 33% dei richiedenti asilo LGBT riescono a ottenere il permesso di soggiorno. La percentuale, senza considerare l’orientamento sessuale della persona, nello stesso anno era il 40%. 

1 commento su “Il ragazzo ‘non si guarda intorno in modo effeminato’: il giudice non crede sia gay e non concede l’asilo

  1. Sì, effettivamente la richiesta di asilo politico per una motivazione non oggettivamente comprovabile come questa, non ha fondamenta giuridiche in quanto sempre opinabile. Non sta né in cielo né in terra, soprattutto adesso, l’era della teoria del gender, dove tutto è relativo. Da abrogare immediatamente, altrimenti si finisce come nei regimi totalitaristi dove per il presunto orientamento sessuale (cos’è poi non si sa bene) si mettono a morte delle persone. Che mondo di matti

Lascia un commento