Ragazzo sotto PrEP contrae virus dell’HIV: solo 7 casi al mondo

L’uso quotidiano della PrEP ha un livello di efficacia oltre il 99%, ma non assicura la protezione completa e da altre malattie sessualmente trasmissibili.

Steve Spencer è un ragazzo australiano di 27 anni, gay dichiarato, che ricorre alla PrEP quando c’è la possibilità di avere rapporti sessuali con ragazzi di cui non conosce lo stato di salute. Da sei anni utilizza il farmaco per la profilassi pre-esposizone (il più conosciuto è il Truvada,) assumendo una dose maggiore prima di un rapporto e nelle 48 ore dopo una potenziale esposizione al virus dell’HIV. Ma a dicembre dello scorso anno, nonostante la PrEP, ha scoperto di essere sieropositivo. 

Steve Spencer Credits: Facebook)

Naturalmente, Steve non si è perso d’animo e ha iniziato il trattamento con farmaci anti-retrovirali, ottenendo dopo sei settimane di terapia una buona notizia: la carica virale era a zero. Questo significa che c’erano possibilità minime (molto vicine allo 0%) di trasmettere il virus tramite un rapporto sessuale non protetto. 

Steve continua a difendere la PrEP

Steve è il secondo caso in Australia a contrarre il virus dell’HIV nonostante il ricorso alla PrEP. E il settimo al mondo. Ha raccontato la sua storia sfilando durante il Sydney Gay and Lesbian Mardi Gras, una delle più grandi parate LGBT australiane. La sua intenzione, ha dichiarato alla ABC, è quella di combattere lo stigma e continuare a difendere la PrEP, sostenendo di non essere arrabbiato per aver scoperto la sua sieropositività, nonostante l’assunzione del farmaco. 

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La PrEP è efficace oltre il 99% dei casi

La percentuale di protezione dall’HIV supera il 99% con il ricorso quotidiano alla PrEP, ma non si può definire infallibile. I casi in cui non ha funzionato si possono contare sulle dita di due mani (solamente 7), ma occorre ricordare che il farmaco non protegge dalle altre malattie sessualmente trasmissibili, quali la clamidia e la gonorrea. Sono comunque sempre di più i sostenitori della profilassi pre esposizione, associata però anche all’uso del preservativo, unico strumento che assicura la massima protezione da tutte le MST.

In Australia, il farmaco è sovvenzionato dalla Stato già da un anno, sotto prescrizione medica. Nel Regno Unito, invece, l’accesso al farmaco ha portato un drastico calo delle infezioni da HIV, risultando anche qui uno dei migliori metodi (quasi totale) per la prevenzione.