Ragusa, undici minori indagati per omofobia

Il duplice attacco omofobo che nel dicembre scorso sconvolse Vittoria, nel ragusano, ha ora i suoi colpevoli. Tutti minorenni.

A pochi giorni dal Natale dello scorso anno, come dimenticarlo, Vittoria, comune del ragusano, finì sulle prima pagine dei quotidiani nazionali per un’aggressione omofoba ai danni di un 21enne.

Francesco Tommasi era stato aggredito e picchiato da un branco, in pieno giorno e in pieno centro, mentre stava andando nel negozio dove lavorava. Prima gli insulti (”froci*, froci*”), poi le botte, i calci, i pugni. Una furia insensata. Pochi giorni dopo, sempre in via Cavour, venne aggredita una delegazione Arcigay, che aveva appena manifestato in Municipio contro quell’episodio omofobo.

Ebbene dopo mesi di indagini, coordinate dalla Procura per i minorenni di Catania, è trapelata la verità: furono complessivamente undici le persone che presero parte ai due attacchi omofobi. Tutti indagati, e tutti minorenni. Grazie ai racconti delle vittime, ai testimoni e alle immagini di videosorveglianza, la squadra mobile di Ragusa e il commissariato di Vittoria sono presto arrivati ai colpevoli. Nel corso degli interrogatori, alcuni di questi sono crollati, scoppiando a piangere. A tutti undici i ragazzini è stato notificato un avviso di conclusione indagini per lesioni aggravate dall’omofobia.

«Siamo orgogliosi – ha dichiarato il presidente del Comitato Territoriale Arcigay Ragusa “Arcobaleno degli Iblei” Marco Igor Garofaloche già un buon lavoro da parte dell’Autorità sia stato fatto, adesso ci aspettiamo che la Magistratura faccia il suo corso e dia seguito all’operato degli inquirenti. Si ribadisce la necessità della estensione della legge Mancino a livello nazionale affinché vengano riconosciuti quale aggravante ai reati commessi per omofobia e si ribadisce la necessità di completare la stessa con i decreti attuativi alla legge regionale. Poiché la legge regionale ha gli strumenti per incidere culturalmente per combattere la subcultura di violenza e di odio che si diffonde sempre di più fra la popolazione minorile».

«Ribadiamo che – continua Garofalo – i due casi di omofobia, non devono tacciare l’intera comunità vittoriese: poiché la stessa ha risposto e alzato la testa dinanzi a questa onta. Siamo scesi, come associazioni, in piazza il 22 Dicembre e Vittoria ha dato un segnale tangibile che questa è una cittadina “aperta”». «Continueremo  il nostro impegno sul territorio, insieme alle Istituzioni locali e regionali a cui chiediamo azioni ancora più concrete e incisive volte a osteggiare il fenomeno, con la settimana di iniziative a contrasto dell’omo/trans-fobia che è la vera malattia da sconfiggere nei nostri territori, poiché come già ricorda S.E. Il Prefetto Dispenza l’omofobia è generata dalla “sub-cultura che permea alcuni strati sociali”».

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