Ragusa: trans crocifisse e gay sanguinanti contro l’omofobia

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Singolare forma di protesta contro l'omofobia quella organizzata a Ragusa dall'associazione Libellula e Arcigay. Due trans simbolicamente crocifisse e gay insanguinati per denunciare l'indifferenza.

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Di certo i ragusani se la ricorderanno per un po’ la singolare protesta messa in scena ieri in piazza San Giovanni per spingere Ragusa a riflettere sull’omofobia e la transfobia.

Due trans, Gloria Tramaglia e Morgana Gargiulo, si sono fatte simbolicamente crocifiggere a rappresentare le vittime della violenza omofoba e transfobica, ma anche dell’indifferenza della politica che si ostina a non volere affrontare la questione, come testimonia la lunga vicenda della legge contro l’omofobia.

Stando alle testimonianze dei presenti, la "crocifissione" ha avuto momenti di particolare intensità emotiva quando alcuni passanti, attirati dalla particolare scena che si presentava davanti ai loro occhi.

Un’iniziativa tanto pacifica quanto forte nei toni. Con una tunica bianca e un cordone rosso ai fianchi, a rappresentare rispettivamente la purezza e il sangue del sacrificio, le due trans hanno voluto rappresentare "il martirio di persone innocenti", ha spiegato Gloria Gramaglia, dell’associazione Libellula, a Telenova.

Difronte alla crocifissa, alcuni ragazzi volontari di Arcigay truccati come vittime di pestaggi, con occhi tumefatti e sanguinanti sottolineavano, oltre alla violenza fisica, quella psicologica dell’indifferenza.

Anche il luogo scelto per la protesta non è casuale. Su Piazza San Giovanni, infatti, si affaccia anche la cattedrale di Ragusa.

"Allo Stato non deve importare la sessualità dei cittadini. Si tratta di estendere diritti che sono di tutti – spiega ancora alla stampa locale Salvatore Milana, presidente di Arcigay Ragusa -. Il diritto di vivere la propria vita, la propria affettività. Il diritto ad essere tutelati. Ed invece, da fatti come quelli che avvengono attualmente in parlamento e da dichiarazioni che sentiamo anche a livello locale, ci sentiamo feriti e uccisi".

Vale la pena di ricordare che Morgana Gargiulo è candidata al consiglio comunale nella lista di appoggio al sindaco uscente Nello Dipasquale del centrodestra che, a quanto pare, nei giorni scorsi aveva dichiarato che la famiglia nasce dal matrimonio e quindi dall’unione di un uomo e una donna.

"I ragazzi che si sono distesi in piazza, fingendosi morti, l’hanno fatto per lanciare un messaggio, ovvero l’indifferenza uccide – ha spiegato Milana a RagusaNews -. E non è giusto che i nostri diritti non vengano nemmeno presi in considerazione. Nessuno, e così rispondiamo anche al sindaco Dipasquale, ha mai parlato di matrimoni, ma di unioni civili che crediamo siano la strada giusta".

(Le foto sono, nell’ordine, di Adele Statello per RagusaNews e di Laura Moltisanti per RagusaOggi)

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