Ragusa, urina in faccia a gay. Concia invita le associazioni

Un giovane gay siciliano è stato insultato e ricoperto di urina da parte di un grupo di ragazzi. E mentre in Commissione si discute della legge, Paola Concia chiede un incontro alle associazioni.

Un ragazzo gay siciliano stava tranquillamente girando in auto per la periferia della città, Ragusa, quando un’altra auto si è affiancata alla sua e un gruppo di ragazzi ha cominciato a insultarlo e sbeffeggiarlo. Non contenti, gli hanno tirano contro il contenuto di un secchio che avevano con sé: urina. Il gruppo, poi, è scappato lasciando il povero malcapitato completamente inzuppato del maleodorante liquido. Per fortuna il giovane è riuscito a prendere il numero di targa dell’auto dei suoi aggressori e a fare denuncia alla Polizia. Le forze dell’ordine hanno avviato le indagini per individuare gli autori del grave gesto, compito che non dovrebbe rivelarsi particolarmente complesso avendo in mano la targa dell’auto.

Sulla vicenda interviene Arcigay Ragusa con una nota congiunta con la segreteria nazionale. "Il problema con i casi di omofobia – dichiara Salvatore Milana presidente di Arcigay Ragusa – è il sommerso. Finalmente nella nostra città un omosessuale, a cui va tutta la nostra solidarietà, è riuscito a trovare il coraggio per denunciare l’intolleranza subita. Non era mai accaduto prima, eppure sappiamo di lanci di pietre, botte e atti di vandalismo alle auto che non vengono denunciati per paura. Invitiamo tutti gli omosessuali a rivolgersi alla nostra associazione: forniremo loro piena solidarietà e il sostegno legale necessario".

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Intanto, con una lettera l’onorevole Paola Concia, relatrice del ddl contro l ‘omofobia in discussione in questi giorni alla Commissione Giustizia della Camera, ha chiesto un incontro a tutte le associazioni lgbt italiane. Un tentativo di ricucire lo strappo nato nei giorni scorsi quando Arcigay e altre associazioni si erano dette contrarie al testo proposto dall’ on. Concia e dal Pd e favorevoli, invece, a quello proposto dall’Idv e da Franco Grillini. Vale la pena di ricordare che mentre il primo chiede l’introduzione di un’aggravante omofobica a reati già codificati come tali dal nostro codice penale, il secondo propone un ampliamento della legge Mancino introducendo, insieme a quello di razzismo, il reato di omofobia.

Adesso che il dibattito in Commissione è ripreso e che, oltre al Pd, sono intervenuti anche i commissari dell’Idv e della Lega (seppure con posizioni opposte), Paola Concia si rivolge all’associazionismo per trovare un punto di incontro. "Credo che in questo delicato momento – scrive l’onorevole democratica – sia necessario e fondamentale il contributo di tutte le associazioni lgbt. Per questa ragione vi chiedo ufficialmente in funzione del ruolo istituzionale che ricopro come relatrice del provvedimento, di incontrarci venerdì 1 ottobre alle ore 11.00 presso la Sala San Claudio di Palazzo Marini per confrontarci, ma soprattutto per ascoltare le vostre istanze".

Erano state le associazioni, del resto, nelle stesse ore ed in seguito ai fatti di Ragusa, a chiedere un’audizione alla Commissione Giustizia. "E’ solo l’ultimo episodio di una escalation che ha reso l’omofobia e la transfobia vere e proprie emergenze nazionali – ha scritto in una nota Paolo Patané, Presidente Nazionale di Arcigay -. E’ urgente e necessario che la Commissione dia audizione all’associazionismo lgbt italiano. In quella sede vorremmo offrire al legislatore un quadro dettagliato e dati reali sull’emergenza in corso, anche sulla base dell’esperienza trentennale di prevenzione del fenomeno e sostegno alle vittime". "Consideriamo l’estensione della legge Mancino ai reati contro l’omofobia e la trans fobia l’unico strumento idoneo a fornire risposte normative – ribadisce l’associazione – perché dispone di apparato sanzionatorio efficace e, non meno necessario, favorisce percorsi culturali di prevenzione. L’omofobia distrugge la vita di decine di persone e va cancellata al più presto".