Rai, il direttore Campo dall’Orto sulla censura omofoba: “Scelta non adeguata ai tempi”

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Una scelta anacronistica, è stato riconosciuto. La rete aveva parlato nei giorni scorsi di "eccesso di pudore", fomentando ancor di più le polemiche.

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Il direttore generale Rai, Antonio Campo dall’Orto, si è espresso poche ore fa sulla questione che sta infiammando l’opinione pubblica e che ha sconvolto i telespettatori di mezza Italia: la censura di alcune scene di sesso gay nella serie tv americana “Le regole del delitto perfetto”, che ha visto gli stessi protagonisti della serie (la sceneggiatrice Shonda Rhimes e l’attore Jack Falahee) intervenire con indignazione sulla questione.

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Queste le dichiarazioni:

Quello che è successo con “Le regole del delitto perfetto” credo sia parte della trasformazione di un’azienda che ha riconosciuto di avere agito in un determinato ambito con un comportamento non adeguato al proprio tempo.

Quantomeno la consapevolezza è quella di aver adottato una scelta anacronistica e fortemente discriminatoria: lo strafalcione non si è concluso con la censura e lo scoppio di una enorme polemica sui social con l’hashtag #RaiOmofoba, ma è stato fomentato dalle dichiarazioni al limite dell’accettazione di Ilaria Dallatana, direttrice della tv nazionale.

Non c’è stata nessuna censura, semplicemente un eccesso di pudore dovuto alla sensibilità individuale di chi si occupa di confezionare l’edizione delle serie per il prime time. Capisco l’irritazione, ma mi preme far notare che dopo anni e anni di serie esclusivamente poliziesche Raidue ha cominciato a proporre titoli di diverso contenuto, quali Le regole del delitto perfetto e Jane the Virgin, che tratta di maternità surrogata. Anche queste polemiche ci aiutano a prendere le giuste misure per il futuro. Come dimostrano anche le scelte fatte per i nuovi palinsesti, Raidue sarà sempre più sensibile alla complessità del mondo contemporaneo.

L’“eccesso di pudore” sembra essere mancato agli addetti al montaggio di altre serie tv mandate in onda dall’emittente, eteronormate: ultima tra queste “Terra ribelle”, andata in onda su Raiuno con scene che lasciano ben poco all’immaginazione.

Stavolta la Rai più che tagliare le scene hot sembra essersi tagliata le gambe da sola. Il “pudore”, per giunta di parte, non può e non deve influenzare le scelte di programmazione di una rete televisiva nazionale (che, non dimentichiamolo, obbliga i propri utenti a versare un canone fisso).

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