Raid omofobo a Genova, gli assalitori immortalati in un video

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Il branco ripreso da una videocamera di sicurezza del comune, oggi manifestazione pacifica

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Dopo il pestaggio sono scappato e li ho visti in lontananza scendere dal bus, sembrava che mi stessero venendo incontro, a quel punto ho alzato le braccia e ho urlato: ‘Volete uccidermi?’ Sono andati via, ho pensato che il peggio fosse passato“, è la drammatica testimonianza di Luca alla fidanzata, dopo essere stato assalito su un autobus a Genova il 14 luglio scorso. Il motivo dell’aggressione?! Gli assalitori pensavano che fosse omosessuale.

Ieri la svolta nell’inchiesta: Il branco omofobo è stato ripreso. E ora i carabinieri sono in possesso di un filmato che potrebbe rivelarsi determinante per identificare i sei giovani (tra i quali due ragazze) che hanno ridotto in fin di vita Luca, attualmente in coma farmacologico. Sembra che nel passare al setaccio tutte le telecamere della zona di Caricamento (impianti comunali e privati), i militari della compagnia di Genova centro si sono imbattuti in un video sopravvissuto a tre settimane dal pestaggio, un vero e proprio colpo di fortuna data la prassi che vede la cancellazione automatica dei nastri di video-sorveglianza ogni 120 ore.

Destino ha voluto che una delle videocamere del comune, posizionata in piazza Caricamento, sia andata in tilt 36 ore dopo l’accaduto, arrestando la procedura di reset. Il contenuto del filmato? Una ripresa abbastanza nitida che fissa i sei giovani, quattro uomini e due donne, mentre si allontanano frettolosamente subito dopo essere scesi dall’autobus dell’attacco, uno dei ragazzi ha un tatuaggio tribale sul collo, decisamente evidente. Un particolare importante, che potrebbe costituire la svolta decisiva nelle indagini. Si complica invece la posizione di Simone Furfaro, l’autista dell’autobus Amt rimasto inerte davanti alla violenta aggressione.”Io non ho visto nulla e sapete una cosa? Mio nonno mi ha insegnato che nella vita è meglio farsi i fatti propri” aveva dichiarato l’uomo al maresciallo dei carabienieri, il conducente è attualmente inserito nel registro degli indagati con l’accusa di favoreggiamento ed è stato messo in “ferie forzate” finchè la situazione non sarà chiarita.

Solidarietà anche dal mondo della politica, come reso noto da Genovapost.com, Alice Salvatore, consigliere regionale e capogruppo del M5S, ha dichiarato: “Tutto il gruppo consiliare ligure è sotto choc, in particolare perché tale gesto così brutale è avvenuto nella stessa città in cui alcune settimane fa abbiamo manifestato in prima persona, noi del M5S, per la libertà e l’orgoglio della comunità Lgbt. Un gesto non isolato se si pensa che quotidianamente in tutta la Penisola atti di omofobia avvengono con tale ferocia e costanza. Il M5S ligure è vicino esprime la totale solidarietà alla vittima. E’ da queste situazioni incresciose che bisogna prendere spunto per rispolverare il DDL 1052 per il contrasto all’omofobia e alla trans fobia, ormai parcheggiato in commissione giustizia al senato, nonostante gli accorati appelli del M5S a livello parlamentare e ai quali si unisce convinta la mia voce come consigliera regionale in Liguria“.

A partire dalle ore 17.00 di oggi, Arcigay Genova ha organizzato una manifestazione pacifica per dire no all’omofobia, non mancheremo di aggiornavi con ulteriori sviluppi riguardo la vicenda.

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