Rapporto Ilo, forti discriminazioni su lavoro

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Sono le donne le piu' colpite dal fenomeno, che assume forme sempre piu' subdole; ma anche sieropositivi e gay vengono presi di mira.

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GINEVRA – La discriminazione sul lavoro colpisce centinaia di milioni di persone nel mondo: anche se le forme piu’ flagranti di discriminazione si sono attenuate, ne sono comparsi nuovi tipi piu’ subdoli e meno visibili, afferma l’Ufficio internazionale del lavoro (Ilo) in un rapporto reso noto a Ginevra.
Lo studio denuncia il divario scavato dalla discriminazione, basata sul sesso, il colore della pelle, la religione, l’opinione politica, l’origine sociale, ma esercitata anche nei confronti dei disabili, delle persone colpite dal virus dell’aids, a causa dell’eta’ o delle tendenze sessuali.
Le donne – afferma il rapporto ‘L’ora dell’uguaglianza’ (150 pagine)’ – sono il gruppo maggiormente colpito dal fenomeno. Anche la discriminazione razziale persiste, ma e’ cambiata. Gli autori dello studio hanno inoltre evidenziato un aumento della discriminazione fondata sulla religione e sull’eta’.
“Eliminare la discriminazione sul lavoro e’ una responsabilita’ di tutti”, ha affermato il direttore generale dell’Ilo Juan Somavia. Per l’Ilo infatti, le norme anti-discriminatorie ed i divieti sono indispensabili ma non bastano.
Altri strumenti quali l’esistenza di istituzioni incaricate di vegliare all’applicazione della legge, di servizi di formazione ed un’educazione imparziale sono necessari.
Il rapporto sara’ discusso in giugno nell’ambito della Conferenza internazionale del lavoro.

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