Rapporto OCSE sui crimini contro l’umanità in Cecenia: la Russia non può tacere ancora

L’Italia, grande assente, che posizione prenderà di fronte alla questione?

A novembre, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) aveva avviato un’inchiesta per accertare cosa è realmente accaduto in Cecenia nel 2017. Quando la Polizia ha iniziato ad arrestare gli omosessuali e torturarli per ottenere informazioni su altri gay nel Paese. In diversi casi, molti arrestati non hanno fatto più ritorno. Uccisi dagli stessi agenti.

La Cecenia, nei pochi casi in cui ha commentato le accuse, ha spiegato che non ci sono omosessuali nel Paese, ma le denunce di arresti e torture erano all’ordine del giorno. La Russia, invece, non ha mai approfondito la questione, rimanendo in silenzio di fronte al problema.

Il nuovo rapporto OCSE

Yuri Guaiana, presidente dell’associazione Radicale Certi Diritti, ha affermato “Il rapporto dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) presentato ieri al Consiglio Permanente di Vienna conferma quanto noi e le associazione che lavorano per i diritti umani delle persone LGBTI in Russia denunciamo dall’Aprile del 2017“.

La Russia non potrà più negare quanto documento dal rapporto e cioè che le autorità cecene hanno commesso terribili violazioni di diritti umani. Comprese torture e uccisioni extragiudiziali di persone omosessuali, e dovrà rispondere dell’accusa di non essersi presa la responsabilità di risolvere la grave situazione in Cecenia” ha continuato il presidente. Il rapporto si basa difatti sull’inchiesta avviata tramite il Meccanismo di Mosca, uno strumento diplomatico invocato dai 16 Stati che hanno confermato il loro sostegno per scoprire la verità su quanto successo. Attraverso le conclusioni dell’OCSE presso il Consiglio Permanente di Vienna tenutosi ieri, chiede alla Russia di svolgere un’inchiesta “efficace, imparziale e trasparente” e di “consegnare i responsabili alla giustizia”.

Ti suggeriamo anche  Cecenia, la vita dei rifugiati dopo le persecuzioni: "Non siamo al sicuro"

L’Italia fuori dal gruppo

Grande assente è stata proprio l’Italia. Non ha voluto mostrare il proprio appoggio alla questione, ormai dimenticata. “L’Italia è ora davanti a una scelta. O rendersi complice di queste violazioni o lavorare insieme all’Unione Europea. Per far sì che la Russia segua le raccomandazioni del rapporto OSCE ponendo fine al clima d’impunità che regna in Cecenia e seguire essa stessa le raccomandazioni fatte a tutti gli Stati OSCE, tra cui quella di accogliere i rifugiati ceceni garantendone la sicurezza” ha concluso Guaiana.

Ma l’accoglienza dei rifugiati ceceni piacerà al ministro degli Interni, vista la recente approvazione del suo decreto?