RATZINGER 2 PARLA IL PASTORE

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Bruno Giacone, della Chiesa Valdese di Asti, saluta con favore la legge sul PaCS: "Per fortuna la scienza ha superato il crudele preconcetto che l’omosessualità sia una malattia...

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Asti, 2 agosto 2003
Sta per essere presentata al Parlamento italiano una proposta di legge per il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, fra le quali anche le coppie formate da persone omosessuali. Detta proposta di legge fa seguito ad una direttiva europea che invita i parlamenti nazionali a legiferare in modo da superare ogni discriminazione compresa quella riguardante l’orientamento sessuale. Se la legge giungerà in porto, il nostro Paese non sarebbe il primo ad aver agito in questo senso, perché altri paesi già lo hanno fatto da molto tempo.
Come cristiano e come ministro di una chiesa cristiana ritengo che l’approvazione di una tale legge sia cosa buona e giusta che può aiutare a mettere fine a pregiudizi e stereotipi errati, troppo spesso causa di violenze psicologiche e anche fisiche su persone che hanno il solo torto di amarsi e volersi amare senza nascondersi e salvaguardare la loro unione da vessazioni anche di tipo sociale (diritti di eredità, di reciproca assistenza, accesso alle opportunità previdenziali ecc.).
Una anacronistica mentalità continua a privilegiare nel rapporto di amore tra due persone soprattutto gli aspetti biologici e genitali, piuttosto che quelli sentimentali vedendo nel rapporto tra persone dello stesso sesso solo l’aspetto “edonistico” e dimenticando quello affettivo. C’è poi chi considera la procreazione il fine unico dell’unione tra due persone con l’attenzione rivolta soprattutto ad un pagano desiderio di continuità della propria specie (o cognome, o casato; di qui l’esultanza mai caduta in disuso per la nascita del figlio maschio).
Altri accusano le coppie gay di essere in questo senso sterili o improduttive (secondo una materialistica legge di mercato), dimenticando tutti coloro che hanno fatto una scelta celibataria e vivono in comunità di tipo omosessuale, come nel caso dei monaci e delle monache (anche se in questo caso il termine omosessuale non indica attività di tipo genitale).
Per fortuna la scienza ha superato il crudele preconcetto che l’omosessualità sia una malattia da curare e l’Organizzazione mondiale della sanità lo ha escluso ormai da molti anni.
Rimane ancora una interpretazione letteralistica delle Sacre Scritture da parte di chiese o parte di esse che non colgono il messaggio globale della Parola di Dio che è Parola di liberazione, liberazione anche dalle angosce e da sensi di colpa indotti.
Nel suo Evangelo, che è buona notizia ai poveri, Gesù non dice una sola parola contro l’omosessualità, mentre ne dice molte contro i ricchi, gli sfruttatori, gli ipocriti. Le persone che Gesù porta ad esempio per la nostra fede sono sempre appartenenti alla cerchia degli esclusi dalla società e dalla religione ufficiale e dominante di cui lui fa parte (samaritani, pagani dell’esercito romano ecc.).
Comunque, non tutte le chiese cristiane sono schierate sul fronte della condanna dell’omosessualità: alcune prevedono particolari benedizioni di coppie omosessuali e anche consacrazioni di ministri dichiaratamente omosessuali. In altre il dibattito è aperto. La dichiarazione di una chiesa cristiana o di un suo esponente, anche se autorevole, non vale per tutta la cristianità.
Bisogna inoltre essere molto cauti nell’esprimere personali convinzioni usando espressioni pesanti come “male” , “peccato” e “colpa” per non alimentare e fornire alibi ad azioni di violenza, come nell’ultimo caso di aggressione ad un esponente dell’Arcigay di Bari.
Non dimentichiamo che alcune chiese che sono molto rigide sull’argomento, hanno per molto tempo benedetto unioni di fatto tra vedovi senza effetti civili che lo Stato, in assenza di una legislazione specifica, poteva considerare concubini, e spesso lo hanno fatto al solo materialistico scopo di salvaguardare la pensione di reversibilità della vedova.
Personalmente mi auguro che i parlamentari italiani giungano presto a sanare un vuoto legislativo che procura molta sofferenza in persone degne di tutta la nostra solidarietà civile e della nostra cristiana simpatia. Mi auguro che siano soprattutto i parlamentari cristiani a farsi carico di dare al nostro paese una legislazione “dal volto umano” sulle coppie di fatto.
Bruno Giaccone – pastore evangelico
www.astievangelica.it

di Bruno Giaccone – pastore

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