Ratzinger contro “l’orgoglio diabolico”

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Anche durante le celebrazioni pasquali la Chiesa Cattolica all’attacco preventivo di leggi che riconoscano diritti alle coppie di fatto.

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ROMA – Durante il rito pasquale della Via Crucis preseduto per la prima volta da papa Benedetto XVI le gerarchie vaticane hanno sferrato un nuovo attacco contro tutte le coppie che decidono di convivere insieme pur non essendo sposate, utilizzando riferimenti chiari sebbene non diretti ad ogni progetto di legge volto al riconoscimento delle unioni di fatto. Secondo il testo sarebbe in atto un’aggressione nei confronti della famiglia: “Sembra che oggi sia in atto una specie di anti-Genesi, un anti-disegno, un orgoglio diabolico che pensa di spazzar via la famiglia.”
Non sono mancate le reazioni del mondo laico. Daniele Capezzone, interpellato dalla Stampa, ha commentato: “A me pare che al di là del merito siano sconcertanti i toni. Si parla addirittura di piani diabolici contro la famiglia. Dando l’idea che un’organizzazione così forte, così potente come la Chiesa di Roma si senta asserragliata e prigioniera di una paura profonda. E’ come se Ratzinger sentisse bussare alle porte non il diavolo, ma il vento della libertà.”
Questo invece il commento di Aurelio Mancuso, Presidente nazionale della LIFF Lega Italiana delle Famiglie di Fatto: “Le parole pronunciate da padre Cantalamessa durante la predica del venerdì santo e il commento letto durante la Via Crucis, al Colosseo, ancora una volta offendono milioni di persone che vivono in convivenza e cercano di criminalizzare non solamente dal punto di vista religioso, tutte le forme di amore e di solidarietà nate fuori dal matrimonio. Definire le proposte di legge che vogliono riconoscere le coppie di fatto “una anti-Genesi, un orgoglio diabolico che pensa di spazzar via la famiglia”, vuol dire alzare il tiro e passare dalla condanna morale alla scomunica verso tanti credenti e non. (…) Proprio mentre si celebra il sacrificio di Gesù crocifisso, morto e risorto per affermare il primato dell’amore sull’odio, si usa la Croce come negli anni bui dell’Inquisizione per imporre alla società la paura verso i diversi, l’esclusione verso i non allineati alla posizioni vaticane, la condanna di ogni forma di affettività non controllata e approvata dalla gerarchia.” (RT)

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