Regione Lazio, i diritti LGBT nei programmi di Nicola Zingaretti e Roberta Lombardi

Si accende la sfida elettorale tra Nicola Zingaretti e Roberta Lombardi, candidati alla presidenza del Lazio, con i diritti LGBT presenti nel programma di entrambi.

Dopo non aver mai pronunciato la parola ‘diritti’ nel programma di Governo per le imminenti elezioni politiche, il Movimento 5 Stelle si è ricordato della comunità LGBT con Roberta Lombardi, candidata grillina alla Regione Lazio.

Ad annunciarlo Cristina Leo, portavoce del Coordinamento Lazio Trans (CoLt) nonché referente del Tavolo Diritti Civili del M5S di Roma. Questi i punti centrali. Un Sostegno all’iter psicologico e medico per il cambio di genere delle persone trans e un sostegno psicologico alle famiglie; la lotta contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere; supporto e valorizzazione dei percorsi contro le discriminazioni nelle scuole; inclusione lavorativa delle persone transgender e transessuali; il doppio libretto per le/gli studenti universitari trans, i centri antiviolenza che dovrebbero ospitare anche donne trans (cosa che avviene di rado) e la salute delle persone trans detenute.

Presto le associazioni LGBT saranno invitate ad un incontro per un confronto ed uno scambio propositivo di idee e proposte su questi temi a noi cari“, annuncia la Leo, all’interno di un Movimento/Partito che negli ultimi  ha spesso  dimenticato la comunità omosessuale. Anche il programma ufficiale di Virginia Raggi, nel 2016, non aveva al suo interno una parola sui diritti LGBT. Evento tristemente replicato in queste ultime settimane con i 20 punti del programma di Governo.

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La candidata 5 Stelle dovrà provare a battere il Presidente uscente Nicola Zingaretti, candidato Pd appoggiato anche da + Europa e Liberi e Uguali, da sempre vicinissimo alla comunità LGBT e non a caso nuovamente in prima fila nella battaglia dei diritti. Corposo il suo programma, che ambisce a combattere le disuguaglianze e la violenza di genere, rigettare ogni forma di discriminazione e intolleranza, promuovere il valore della diversità e la libertà di scelta.

Tra i punti principali la parità di genere, la conferma della delega alle pari opportunità in Giunta, il consolidamento della rete dei centri antiviolenza e delle case rifugio, il reddito minimo per sostenere i percorsi di donne che fuoriescono dalla violenza; il rafforzamento dei percorsi di sensibilizzazione con l’istituzione della Rete delle scuole contro la violenza; il contrasto alle molestie sui luoghi di lavoro; l’adozione di una legge contro l’omotransfobia e l’istituzione di un Osservatorio regionale contro le discriminazioni legate all’orientamento sessuale o dall’identità di genere.

Nel Lazio si voterà il 4 marzo, insieme alle politiche. Tra i nomi in corsa per la presidenza anche Stefano Parisi, candidato del centrodestra;  Sergio Pirozzi, appoggiato dalla lista civica che porta il suo nome e dalla ‘Lista Nathan’; Jean-Leonard Touadì per Civica Popolare;  Mauro Antonini per Casapound; Elisabetta Canitan per  Potere al Popolo;  Stefano Rosati per Riconquistare l’Italia e Giovanni Paolo Azzaro per  Democrazia Cristiana.