Religione e politica: il Papa inaugura il 2007 anti-Pacs

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L’anno nuovo non poteva dirsi veramente iniziato senza un’esternazione di Benedetto XVI sulla presunta “offesa alla famiglia” che sarebbe costituita da una legge sulle coppie di fatto. Le...

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ROMA – Mentre il Governo, nel rispetto degli impegni presi con gli elettori nel suo Programma elettorale, si appresta a cominciare a discutere di unioni civili e dei diritti dei componenti delle coppie di fatto, Papa Ratzinger inaugura l’anno nuovo tuonando contro ogni progetto legislativo che vada in questa direzione in quanto, a suo dire, «costituisce una offesa alla famiglia e contribuisce a destabilizzarla.» L’intervento di Ratzinger è stato pronunciato in occasione dell’incontro coi diplomatici accreditati presso il Vaticano. Creando un’associazione che lascia perplessi il Papa ha elencato tutta una serie di disastri e gravi problemi che incombono sull’umanità (carestie, pestilenze, violenza, ingiustizie, corsa agli armamenti, corruzione dilagante, eccetera) e ci ha infilato dentro anche le relazioni di coppia non ufficializzate dal matrimonio. Dopo avere elencato le suddette minacce mondiali, infatti, ha continuato aggiungendo che «Allo stesso modo si sviluppano minacce contro la struttura naturale della famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, e tentativi di relativizzarla conferendole lo stesso statuto di forme di unione radicalmente diverse. Tutto ciò costituisce una offesa alla famiglia e contribuisce a destabilizzarla, violandone la specificità ed il ruolo sociale unico.» A noi, modestamente, due persone che si amano e che vogliono proteggere la stabilità e la dignità della loro relazione d’amore paiono ben altra cosa rispetto a guerre e violenze, ma Benedetto XVI sembra cercare collegamenti tra queste tematiche.
Non si sono fatte attendere le reazioni del mondo politico, al quale del tutto evidentemente tali parole erano dirette. Primo firmatario della proposta di legge sul Pacs Franco Grillini, deputato dell’Ulivo, risponde sottolineando che «Al contrario di quanto sostiene il Papa il Pacs non rappresenta alcuna minaccia per la famiglia e non è in competizione con l’istituto matrimoniale. Il Pacs fa bene alla società e persino all’economia. Lo dimostra anche numerosi studi sociologici. Proprio oggi, Laura Zanatta, in un ottimo articolo su L’Unità, ci informa che il tasso di nuzialità è più alto in Danimarca che in Italia, e la Danimarca è stato il primo paese al mondo ad introdurre il matrimonio per gli omosessuali. Ecco perché le parole del Papa non trovano alcun riscontro nella realtà. D’atra parte – continua Grillini – tentare di dimostrare con argomenti razionali elementi di dottrina, che per statuto razionali non sono, rappresenta un’acrobazia logica che alla prova dei fatti mostra subito la corda. La verità è che nei 17 paesi europei su 25 dove queste leggi sono state approvate hanno portato benessere e felicità. L’ossessiva campagna di Papa e gerarchia contro il pacs risponde più ad un’esigenza di potere vaticano, si vuole dimostrare di avere una capacità di veto sulla politica italiana, che non alla realtà dei fatti e a quella modernità che da tempo la Chiesa cattolica ufficiale non sa più interpretare.»
Per il diessino Luciano Violante «È del tutto legittimo che la Chiesa cattolica esprima il proprio punto di vista su questa materia. È altrettanto legittimo che la politica, in autonomia, esprima il proprio parere. I pacs o le unioni civili, come vogliamo chiamarli, rientrano nel programma di governo e vanno fatti» in quanto «si tratta del riconoscimento del diritto fondamentale della persona umana di stare con la persona che si ama.» Per Rina Gagliardi, senatrice del Prc «È straordinario come questo pontefice riesca a far convivere nella sua concezione della società punte avanzate di elaborazione e di consapevolezza e punte arretratissime, come questo continuo e quasi isterico richiamo contro la disciplina delle unioni civili. Stupisce – continua Gagliardi – la mancanza di senso della realtà da parte di Benedetto XVI: non può non sapere che le coppie di fatto, di qualsiasi orientamento sessuale, fanno parte della nostra società e che il Parlamento si accinge, ed era ora, a riconoscere loro dei semplici quanto indiscutibili diritti. È evidente che non sarà questo riconoscimento a indebolire la struttura-famiglia ma il Papa finge di non saperlo, così tutti noi dobbiamo inscenare questo puerile carosello di spiegazioni e controspiegazioni: non sono Pacs, magari lo fossero, e andremo avanti fino alla realizzazione della legge che garantisca a quei cittadini impegnati nelle unioni civili l’equiparazione dei diritti con quelli impegnati in un rapporto matrimoniale. Anzi, per quanto riguarda il Prc, il disegno di legge che abbiamo presentato al Senato (prima firmataria Luisa Boccia) riguarda anche, con un riconoscimento di diritti diversi, naturalmente, anche le convivenze di semplici amici o fratelli e sorelle.»
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A sostegno di Ratzinger arriva l’esponente di Forza Italia Isabella Bertolini: «In tema di Pacs ci riconosciamo pienamente nelle parole del Papa.» Bertolini è infatti la prima firmataria di una mozione anti-Pacs, alla quale hanno aderito circa 90 deputati azzurri. «Non ravviso offesa per nessuno – prosegue Bartolini – se il pontefice, nel pieno e legittimo esercizio del suo magistero, difende valori ed istituti fondanti la dottrina cattolica.» Per il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Monelli «la Cdl ha preso spunto da una frase per trascinare il Pontefice nel dibattito politico sulle unioni civili, dimenticando la parte del suo messaggio che mal si adatta ai modelli economici proposti dal centrodestra.» Bonelli sottolinea poi che «il riconoscimento delle unioni civili è un provvedimento necessario per i cittadini e la società, perché garantisce diritti e doveri senza danneggiare in alcun modo la famiglia tradizionale. Per questo non è necessario alimentare scontri e strumentalizzare le parole del Papa. È assolutamente legittimo che il Papa parli ai fedeli, ma la politica non può dimenticare che la laicità dello Stato è una garanzia per tutti i cittadini. Del discorso del Papa di oggi apprezziamo l’invito a eliminare le disfunzioni dell’economia ed a correggere i modelli di crescita che aumentano la fame e sono incapaci di garantire il rispetto dell’ambiente.»
Massimo Donadi, capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, si dice dispiaciuto «che qualcuno dalle parti della politica brandisca le parole del Papa come uno scudo per le proprie crociate ideologiche, sia da una parte che dall’altra. La proposta del centrosinistra sulle unioni di fatto, sulla quale è aperto un confronto sereno e democratico seppure animato – continua Donadi – non intende affatto destabilizzare o mettere in discussione l’attuale modello di famiglia anzi, nel pieno rispetto di tale modello, intende farsi carico di un’istanza della società che presenta una mutata condizione, verso la quale la politica non può ma soprattutto non deve chiudere gli occhi. Chi parla in maniera strumentale di una confusa proposta del centrosinistra sulle coppie di fatto – conclude l’esponente dell’Idv – sappia che l’intento è quello di estendere diritti e tutele anche a quei cittadini che, per ragioni personali e quindi imperscrutabili, compie scelte diverse, e corrisponde a quel principio di pietas cristiana che proprio nella tolleranza, nella difesa dei più deboli e nell’accoglienza trova i suoi tratti fondanti.» Per Titti De Simone (Prc-SE) «i continui interventi del Papa a difesa della famiglia e contro le unioni civili dimostrano la volontà delle istituzioni vaticane di voler condizionare il dibattito politico italiano. Ogni giorno assistiamo a continue ingerenze da parte della Chiesa su temi che attengono esclusivamente alla sfera dei diritti e che con l’etica e la religione non hanno nulla a che fare, interventi che alimentano un clima di contrapposizione strumentale che manifestano la volontà di condizionare le forze politiche generando confusione nell’opinione pubblica.» Per De Simone si tratta di «allarmi ingiustificati che dimostrano, però, quanto ormai il tema delle unioni civili sia entrato nell’agenda politica e che mi auguro venga ribadito durante il vertice dell’Unione a Caserta. Dal canto nostro lavoreremo per superare ogni contrapposizione di tipo ideologico – conclude – lavorando per il rispetto degli impegni stabiliti. Un ordine del giorno da noi presentato indica una scadenza precisa fissata per fine gennaio. Non possiamo che auspicare il rispetto di tale scadenza.» Il segretario DC Gianfranco Rotondi spiega che «La Democrazia cristiana si riconosce nel modello di famiglia naturale difesa dal Santo Padre e consacrata dalla nostra Costituzione. Cio’ non toglie che vi sono altre forme di convivenza egualmente fondate su affetto e valori condivisi. Esse fanno lievitare diritti privati e pubblici che l’ordinamento non può e non deve ignorare. Fa parte dell’ipocrisia di un certo cattolicesimo di praticare a mani basse il divorzio, tollerare e praticare l’aborto e, poi, presentare sui pacs la patente perfetta dell’integralismo. Sta scritto di diffidare dei sepolcri imbiancati, e la Democrazia Cristiana si attiene al consiglio: dunque, confronto aperto sui pacs con una franca disponibilità a riconoscere diritti trascurati dall’attuale ordinamento.» (Roberto Taddeucci)

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