Renzi da Comunione e Liberazione: silenzio assoluto su unioni civili

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Delude le attese l'intervento del premier a Rimini. E c'è chi parla di patto con i vescovi

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Era dato per assodato. Nelle ore che hanno preceduto l’intervento del presidente del Consiglio Matteo Renzi al Meeting di Comunione e Liberazione di Rimini, i commentatori politici avevano dato per scontato che qualcosa avrebbe detto anche sulle unioni civili. Vuoi per la recente uscita del cardinale Bagnasco , vuoi per le polemiche seguite all’intervento del padre domenicano , proprio a Rimini, vuoi perché tutti i rappresentati del governo accordi alla fiera della città rivierasca avevano in qualche modo accennato alla questione. Invece niente. Neanche un accenno.
Nel discorso di Renzi c’è stato spazio per tutto, dagli 80 euro alla questione immigrazione, dal ruolo dell’Italia in Europa al Jobs Act, dalla riforma del senato alle frecciate a Salvini, ma non per uno degli argomenti più caldi del momento e che sarà al centro del dibattito non appena riapriranno le Camere: il DDL Cirinnà.
Un silenzio che arriva nel giorno in sui sulle pagine della Stampa, Fabio Martini delinea un retroscena che tira in ballo proprio i rapporti tra governo e chiesa cattolica in tema di unioni civili.

Secondo quanto riferito da Martini , ci sarebbe un accordo ufficioso che vorrebbe la non opposizione della Cei alle unioni civili (viste come il male minore rispetto al “pericolo” del matrimonio egualitario) in cambio di un rinvio della discussione della legge in parlamento che tenga conto delle date del Sinodo della Famiglia in programma tra il 4 e il 25 ottobre prossimo. Un patto che, se confermato, tradirebbe la promessa fatta da Renzi dall’assemblea del Pd ad Expo, ovvero di portare a casa il voto positivo del Senato entro il 15 ottobre e, di conseguenza, anche l’approvazione definitiva della legge entro fine anno. Vale la pena sottolineare, che al Rimini c’era anche Mons. Galantino presidente della Cei.
E mentre sui social network serpeggiano malumori per questo omissis del premier, è difficile credere che si possa essere trattato di una dimenticanza. È più probabile, invece, che il silenzio sia il sintomo che sulle unioni civili la partita tra Renzi e la chiesa è ancora da chiudere.

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