Repubblica Ceca: già più di 200 unioni gay e lesbiche

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È un piccolo, fenomenale boom di unioni civili tra coppie dello stesso sesso (più di duecento in soli sei mesi) quello che si sta verificando nell’ex stato satellite...

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PRAGA – Sono già più di duecento le coppie gay e lesbiche che hanno usufruito della legge sulle Unioni Civili entrata in vigore dopo il voto favorevole del parlamento ceco del marzo 2006. Lo ha reso noto Radio Praga, riportando anche la sorpresa di esponenti del movimento GLBT (gay, lesbiche, bisex e transgender) nazionale che sono rimasti sorpresi dai numeri. Duecento coppie legalmente riconosciute sono infatti molte per una nazione che conta dieci milioni di abitanti e che per decenni ha dovuto vivere sotto la pesante cappa (con ben poche libertà civili) del blocco sovietico.
Il tragitto legislativo della legge sulle Unioni Civili è stato piuttosto accidentato: infatti dopo un primo sì su di essa è pesato il veto imposto dal presidente ceco Vaclav Klaus nel febbraio 2006. Tale veto è stato però scavalcato il seguente 15 marzo, quando la Camera ha approvato la legge in via definitiva grazie alla maggioranza assoluta dei 101 voti favorevoli sui 177 deputati presenti. La legge ceca sulle unioni civili tra coppie dello stesso sesso estende a queste molti privilegi che erano prima riservati alle coppie eterosessuali sposate in ambiti come l’assistenza sanitaria e le eredità, impegnando anche i partner a darsi sostegno finanziario reciproco in caso di bisogno. Anche la naturalizzazione del partner straniero è consentita, sebbene con una procedura un po’ più lunga rispetto alle coppie sposate. Il diritto all’adozione non è previsto, ma alle coppie omosessuali è riconosciuto il diritto di poter crescere eventuali figli che i componenti possano aver avuto da precedenti relazioni.
Nel recente sondaggio dell’Eurobarometro la Repubblica Ceca (nell’UE dal 2004) è emersa come un paese decisamente gay-friendly, con un 52% degli interpellati a favore dei matrimoni gay. Pensare che nella confinante Polonia la percentuale crollava al 17%. Una spiegazione piuttosto plausibile a tale enorme differenza la si può forse trovare andando a considerare l’influenza della religione sulla popolazione, con la sua continua e incessante propaganda contro le relazioni omosessuali (bollate come contro natura, deviate, amori deboli, ritratte addirittura come pericolose e via dicendo). Nella Repubblica Ceca si dicono atei e agnostici il 60% della popolazione e i cattolici sono solo il 30%, mentre in Polonia ben il 75% della popolazione è cattolica e praticante. Une bella differenza, che si rispecchia nel rispetto delle individualità e dei diritti umani di tutti. (Roberto Taddeucci)

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